La sterlina scivola mentre crescono i timori di inflazione alimentati dal petrolio, complicando le prospettive di politica monetaria della Bank of England

by VT Markets
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Jul 18, 2026

La sterlina è scesa per la seconda seduta consecutiva nelle contrattazioni nordamericane, cedendo lo 0,22% contro il dollaro USA, mentre l’acuirsi delle tensioni geopolitiche ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e ha riacceso i timori di una nuova accelerazione dell’inflazione. Il movimento ha prolungato il arretramento della valuta britannica mentre i mercati valutavano il potenziale impatto sui prezzi dei maggiori costi energetici.

Sul cambio GBP/USD, la coppia si attestava a 1,3449 dopo aver toccato in precedenza un massimo in area 1,3480. L’azione dei prezzi è rimasta confinata in un range ristretto, con la sterlina incapace di mantenere i guadagni intraday mentre la domanda di biglietti verdi si rafforzava.

Timori sull’inflazione e implicazioni per la Bank of England

Stiamo osservando la sterlina sotto pressione, mentre la risalita del Brent — attualmente scambiato vicino a 84 dollari al barile — riaccende le paure di un’inflazione globale persistente. Questo balzo dell’energia complica il percorso di politica monetaria della Bank of England, soprattutto con gli ultimi dati sull’inflazione nel Regno Unito mantenutisi ostinatamente sopra il target del 2%. In qualità di trader di derivati, dobbiamo prepararci a una volatilità più elevata sulle coppie valutarie GBP/USD nelle prossime settimane.

Strategie su derivati in un contesto di volatilità in aumento

Per coprirsi dal rischio di una correzione più profonda della sterlina, raccomandiamo di valutare opzioni put a breve scadenza su GBP/USD con strike orientati al livello di supporto a 1,3300. La volatilità implicita sulle opzioni in sterline è già aumentata di quasi il 12% nelle ultime due settimane, segnalando che il mercato sta attivamente prezzando oscillazioni ribassiste più ampie. L’utilizzo di queste put protettive consente di beneficiare di ulteriori discese, limitando al contempo in modo rigoroso il rischio nel caso in cui il premio geopolitico sul petrolio dovesse improvvisamente ridursi.

Parallelamente, dovremmo considerare di sfruttare il lato energetico di questa dinamica entrando in posizioni lunghe su opzioni call sul Brent. Storicamente, improvvisi shock geopolitici sull’offerta hanno spinto i prezzi del greggio al rialzo dell’8%-15% nell’arco di un solo mese, uno schema che sembra ripetersi anche ora. Bilanciando derivati long sul petrolio con posizioni short sulla GBP, possiamo costruire una strategia multi-asset altamente resiliente per il resto dell’estate.

Dobbiamo monitorare attentamente i prossimi report su inflazione e occupazione nel Regno Unito, in calendario a fine luglio, per valutare la prossima mossa della Bank of England. Se la crescita salariale dovesse restare elevata insieme a costi dei carburanti ancora alti, la banca centrale potrebbe essere costretta a mantenere i tassi su livelli elevati, il che potrebbe alla fine contenere le perdite della sterlina. Consigliamo di mantenere dimensioni di posizione prudenti e di utilizzare trailing stop per proteggere il capitale mentre si susseguono queste pubblicazioni di dati cruciali.

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