La sterlina ha cancellato il resto del rialzo di agosto mercoledì, con GBP/USD poco sotto 1,3500 dopo un minimo di sessione di poco inferiore a 1,3475. Questo la lascia circa l’1,5% sotto il picco di fine agosto appena sotto 1,3700 e ai minimi di tre settimane, anche se i costi di finanziamento decennali del Regno Unito sono saliti sopra il 5,20% per la prima volta dal 2008 e anche il tratto lungo della curva ha toccato nuovi massimi a diciotto anni. La decisione MPC del 17 settembre è considerata sia un evento sui tassi sia un evento sull’offerta, perché il piano annuale delle vendite di gilt viene pubblicato insieme alla decisione di politica monetaria, mentre le attese sul Bank Rate si sono spostate solo modestamente: a luglio tre voti su nove hanno favorito il 4% e la maggior parte delle previsioni indica ancora nessun cambiamento fino a fine anno. L’attenzione è anche sull’offerta fiscale in vista della prima Budget del 28 ottobre.
Negli Stati Uniti, il dato sulle buste paga del settore privato ha mostrato 38 mila unità ad agosto contro un consenso di 47 mila e un precedente di 46 mila, eppure il dollaro ha tenuto duro dopo il messaggio di Jackson Hole secondo cui l’inflazione non si è raffreddata in modo significativo, portando le probabilità implicite di un rialzo il 16 settembre a circa due terzi. Il greggio è rimasto sopra 90,00 dollari tra nuovi attacchi statunitensi a obiettivi iraniani e ritorsioni nel Golfo, mentre gli ordinativi industriali sono aumentati dello 0,9% a luglio contro un consenso dello 0,6%, e il Beige Book è atteso alle 18:00 GMT. Giovedì sono in calendario l’ISM PMI alle 14:00 GMT, stimato a 54,3 contro 54,1, con i prezzi pagati in precedenza a 70,3; le richieste di sussidi di disoccupazione alle 12:30 GMT sono previste a 205 mila contro 203 mila, e i licenziamenti Challenger alle 09:30 GMT dopo 33,429 mila. I payrolls di venerdì sono attesi a 58 mila contro una perdita precedente di 23 mila, con disoccupazione al 4,1% e salari allo 0,3% m/m e al 3% a/a; sul piano grafico, la resistenza è a 1,3500 poi 1,3550 e la EMA a 50 giorni, mentre il supporto si colloca sulla EMA a 200 giorni vicino a 1,3400, quindi 1,3350, 1,3300, 1,3200 e intorno a 1,3150, con lo Stoch RSI in inversione al ribasso da area 90.
Outlook and Strategy for GBP/USD
Consigliamo ai trader su derivati di posizionarsi per una perdurante pressione ribassista su GBP/USD in avvicinamento alle volatili riunioni delle banche centrali di metà settembre. Il recente calo della sterlina sotto 1,3500, in flessione dell’1,5% rispetto al picco di agosto, indica che l’impennata dei rendimenti dei titoli UK non sta più sostenendo la valuta. Al contrario, il superamento del 5,20% sui gilt decennali riflette una crescente ansia degli investitori per l’imminente offerta di debito più che differenziali di tasso favorevoli.
Raccomandiamo di andare short su GBP/USD su eventuali rimbalzi temporanei verso area 1,3500, utilizzando stop-loss stretti appena sopra 1,3550. Con la Media Mobile Esponenziale a 200 giorni a 1,3400 come ultima linea di difesa, una rottura confermata sotto questo livello aprirebbe la strada a un rapido movimento verso 1,3300. I dati recenti di mercato mostrano che il debito netto del settore pubblico del Regno Unito si è attestato intorno al 98% del PIL, alimentando i timori fiscali in vista della Budget di ottobre.
US Dollar and Macro Backdrop
Sul fronte opposto del cross, vediamo il dollaro USA guadagnare un forte slancio grazie a pressioni inflazionistiche persistenti e a un’economia resiliente. Il prezzo del greggio stabilmente sopra 90 dollari al barile mantiene elevate le aspettative d’inflazione negli Stati Uniti, raddoppiando la probabilità implicita di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve questo mese a oltre il 65%. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni call USD a breve scadenza o l’inserimento di ordini limite per vendere GBP sui rimbalzi, poiché il contesto macroeconomico favorisce nettamente il biglietto verde.
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