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La sterlina scende sotto 1,34 dollari tra i discorsi sulla flessibilità fiscale, mentre un’inflazione CPI mista offusca le prospettive della BoE

by VT Markets
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Jul 22, 2026

La sterlina è scesa ieri sotto quota 1,34 dollari dopo che Andy Burnham ha invocato “flessibilità” all’interno delle regole fiscali del Regno Unito, mossa che i mercati hanno interpretato come un’apertura a maggiori livelli di indebitamento. La nomina a sorpresa di John Healey da parte dei Labour a cancelliere dello Scacchiere è stata invece assorbita con maggiore fluidità, favorita dalla sua precedente esperienza al Tesoro e dalle attese che la politica economica resti ancorata all’attuale quadro di riferimento.

In precedenza, i dati di giugno sull’inflazione nel Regno Unito hanno inviato segnali contrastanti: l’inflazione headline è scesa al 2,6%, sotto il consenso, mentre il CPI core è rimasto al 2,6% ed è risultato superiore alle stime. I numeri indicano un allentamento delle pressioni sui prezzi, anche se il quadro è complicato dal riacutizzarsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dal balzo delle quotazioni del petrolio, che potrebbe riflettersi di nuovo sulle dinamiche inflattive britanniche.

Volatilità della sterlina e cambiamenti di politica

Riteniamo che gli operatori sui derivati debbano prepararsi a una volatilità più elevata sulle coppie in sterline, in particolare su GBP/USD, dopo il recente scivolone sotto 1,34. Se i commenti dell’amministrazione sulla flessibilità fiscale hanno alimentato timori di maggiore ricorso al debito, la nomina di John Healey a cancelliere rappresenta un contrappeso stabilizzante. Per gestire questo braccio di ferro politico, suggeriamo l’uso di straddle di breve termine sulla sterlina per trarre beneficio da movimenti bruschi in entrambe le direzioni.

Prospettive sui tassi e impatti del mercato energetico

Gli ultimi dati CPI di giugno mostrano un’inflazione mista: il CPI headline è sceso al 2,6%, ma la componente core resta ostinata al 2,6%. Questa viscosità dell’inflazione core rende improbabile che la Bank of England si affretti verso tagli aggressivi dei tassi nei prossimi mesi. Raccomandiamo che i trader adeguino i futures sui tassi d’interesse di breve termine (STIR) per incorporare una postura più restrittiva della banca centrale nel terzo trimestre del 2026.

Ad aggiungere pressione a queste preoccupazioni inflazionistiche c’è l’ultimo riacutizzarsi delle tensioni USA-Iran, che ha spinto il Brent vicino a 85 dollari al barile, in aumento del 6% nelle ultime due settimane. Storicamente, rialzi energetici di questa entità si trasferiscono rapidamente ai prezzi al dettaglio e possono facilmente annullare mesi di progresso sul fronte dell’inflazione. Pensiamo che i trader dovrebbero posizionarsi long sui derivati energetici e acquistare put protettive su titoli consumer denominati in sterline.

Infine, la storia di Healey a sostegno della spesa per la difesa e dei war bond potrebbe, nel tempo, tradursi in un aumento dell’indebitamento pubblico. In passato, in presenza di espansioni fiscali inattese, i rendimenti dei gilt decennali britannici sono balzati di 20-30 punti base nell’arco di pochi giorni. Consigliamo di assumere posizioni lunghe sui rendimenti dei gilt tramite opzioni su swap per coprirsi da eventuali improvvisi cambiamenti nei piani di spesa del governo.

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