La sterlina si è indebolita contro il dollaro USA mentre l’avversione al rischio si diffondeva sui mercati FX del G8, sullo sfondo dell’escalation del conflitto in Medio Oriente e delle speculazioni su una campagna statunitense più lunga contro l’Iran. Il cambio GBP/USD è sceso di oltre lo 0,40% e ha trattato a 1,3313 dopo aver toccato un massimo intraday a 1,3393, mentre la coppia oscillava in prossimità di 1,3300 con il rafforzamento del biglietto verde. Il Dollar Index (DXY) è salito dello 0,32% a 101,46, sostenuto dalla domanda di beni rifugio e da dati USA più solidi.
Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli USA per la settimana terminata il 18 luglio si sono attestate a 187 mila, contro attese di 212 mila, contribuendo a riaccendere le aspettative di un irrigidimento della Fed. Nei mercati monetari, la probabilità implicita di un rialzo dei tassi Fed alla riunione del 29 luglio è salita da circa il 33% del giorno prima a quasi il 40%, con probabilità di “hold” al 60% secondo Prime Terminal. Sul fronte tecnico, GBP/USD era intorno a 1,3308 e restava sotto il cluster delle medie mobili semplici a 50/100/200 giorni a 1,3369, con ulteriori livelli indicati a 1,3474 e 1,3517; l’RSI (14) era a 44. Tra i dati UK in agenda figurano le Vendite al dettaglio di venerdì e la fiducia dei consumatori GfK di luglio, mentre il calendario USA include i PMI flash di S&P Global.
Strategie ribassiste sui derivati e outlook Fed
Dovremmo orientarci verso strategie in derivati di impostazione ribassista su GBP/USD, mentre la coppia scivola verso l’area di 1,3300. Con i prezzi spot che restano al di sotto del cluster chiave delle medie mobili a 50/100/200 giorni a 1,3369, l’acquisto di opzioni put di breve scadenza appare particolarmente favorevole. Storicamente, quando GBP/USD rompe al ribasso queste medie mobili cruciali, la spinta discendente tende ad accelerare con una flessione media dell’1,5%-2% nelle due settimane successive.
Il netto calo delle richieste di sussidi USA a 187.000 ha spinto la probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve il 29 luglio fino al 40%. Raccomandiamo di utilizzare i Fed Fund futures del Chicago Mercantile Exchange (CME) per posizionarsi su una sorpresa “hawkish”, poiché il pricing di mercato attuale privilegia ancora nettamente uno status quo al 60%. Se la Fed dovesse decidere di alzare i tassi la prossima settimana per contrastare un’inflazione alimentata dall’energia, posizioni short sui futures sui tassi d’interesse a breve potrebbero generare guadagni rapidi.
Coperture di portafoglio e strategie sulla volatilità
Con l’ombra di possibili attacchi agli impianti petroliferi di Saudi Aramco, dobbiamo coprire attivamente i portafogli dal rischio di un improvviso balzo dei costi energetici. In shock geopolitici analoghi in Medio Oriente, come gli attacchi di Abqaiq del 2019, i prezzi del Brent sono balzati di quasi il 15% in una sola seduta. L’acquisto di call out-of-the-money sul Brent o l’assunzione di posizioni long su futures energetici contribuirà a compensare le perdite sulle valute più sensibili al rischio.
Con in arrivo dati cruciali sulle Vendite al dettaglio nel Regno Unito e i PMI di S&P Global, la volatilità implicita su GBP/USD è destinata a salire. Possiamo sfruttare questa oscillazione attesa implementando strategie in opzioni long straddle o strangle, per beneficiare di movimenti marcati in entrambe le direzioni. Storicamente, nelle settimane ad alta posta che combinano conflitti geopolitici e decisioni di politica monetaria, la volatilità implicita settimanale sulle principali coppie valutarie aumenta spesso di oltre il 20%.
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