I vicegovernatori della BoE Lombardelli e Breeden hanno indicato che si stanno avvicinando a sostenere un rialzo dei tassi, eppure la Sterlina è scesa per la quarta seduta consecutiva, lasciando il cambio GBP/USD poco sopra 1,3200, ai minimi da quasi tre mesi. Negli Stati Uniti, il presidente della Fed di New York Williams ha affermato che un ulteriore aumento entro fine anno è un’aspettativa ragionevole, mentre il presidente della Fed di Philadelphia Paulson ha detto che potrebbe essere giustificato un ulteriore, moderato irrigidimento. Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono risultate pari a 197 mila contro una previsione di 201 mila, e la Fed si riunisce il 28 ottobre prima della BoE il 5 novembre, collocando qualsiasi mossa del Regno Unito otto giorni dopo una decisione statunitense che i mercati già considerano probabile.
La BoE ha mantenuto il Bank Rate al 3,75% il 17 settembre con un voto di 6–3, con il capo economista Pill e i membri esterni Greene e Mann favorevoli al 4%, mentre Lombardelli e Breeden hanno votato per mantenere i tassi invariati. I mercati prezzano circa il 75% di probabilità di un rialzo di un quarto di punto il 5 novembre e di un altro entro febbraio, che porterebbe il Bank Rate al 4%, allineandolo all’estremo superiore dell’attuale corridoio della Fed e potenzialmente al limite inferiore dopo il 28 ottobre. Reuters ha riportato che i negoziatori di Washington e Teheran stanno valutando un accordo graduale in base al quale l’Iran riaprirebbe lo Stretto di Hormuz, mentre il Brent scambiava sopra 106 dollari al barile. Prima del 2 ottobre, il Regno Unito ha solo la stima finale del PIL del 2° trimestre il 30 settembre alle 06:00 GMT, attesa a 0,4% t/t e 1,2% a/a, invariata; seguiranno ulteriori interventi della BoE, mentre tra i dati USA figurano gli ordini di beni durevoli e il sondaggio dell’Università del Michigan, l’indice dei prezzi PCE il 30 settembre e i Nonfarm Payrolls il 2 ottobre dopo i 162 mila di agosto. Sul piano tecnico, la resistenza si colloca poco sopra 1,3250 e poi a 1,3300, mentre il supporto è a 1,3200, quindi appena sotto 1,3150 e 1,3100; lo Stoch RSI è intorno a 11, con una lettura ribassista sotto 1,3250 che mira a 1,3150 e poi 1,3100, e che verrebbe invalidata da una chiusura giornaliera sopra 1,3300.
—GBP/USD Tactical Short Setup
Riteniamo che nelle prossime settimane vi sia una solida opportunità tattica per andare short su GBP/USD, mentre la coppia fatica a difendere il livello di supporto a 1,3200. Nonostante la retorica hawkish da parte di esponenti della Bank of England, il vantaggio di rendimento del dollaro statunitense è destinato ad ampliarsi per primo, esercitando una pressione ribassista costante sulla Sterlina. Con la Federal Reserve chiamata a decidere sui tassi il 28 ottobre—otto giorni prima della BoE—un eventuale irrigidimento USA con ogni probabilità anticiperà e metterà in ombra le mosse di politica monetaria del Regno Unito.
Il nostro bias short resta pienamente attivo sotto la resistenza a 1,3250 e puntiamo a un movimento verso 1,3150, con un secondo obiettivo a 1,3100. Questa impostazione ribassista è supportata dalla recente tenuta del mercato del lavoro USA, evidenziata dal calo inatteso delle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione a 197.000, che mantiene la Fed su un percorso hawkish. Inoltre, lo Stochastic Relative Strength Index (Stoch RSI) giornaliero di GBP/USD si mantiene intorno a un debole livello di 11, confermando che il momentum è saldamente dalla parte dei venditori.
—Trading Strategy and Risk Factors
Per gli operatori in derivati, aprire posizioni short sui rimbalzi verso 1,3250 offre un rapporto rischio-rendimento interessante, con uno stop-loss stretto posizionato appena sopra la soglia psicologica chiave di 1,3300. Va inoltre monitorato con attenzione il prezzo del Brent, che resta elevato sopra 106 dollari al barile e continua ad alimentare i timori d’inflazione globale. Se i prossimi dati sull’inflazione PCE USA del 30 settembre o i Nonfarm Payrolls del 2 ottobre dovessero sorprendere al rialzo, è probabile che accelerino la discesa della Sterlina verso il nostro target a 1,3100.
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