La sterlina ha restituito parte del rialzo di mercoledì contro il dollaro USA, poiché dati statunitensi più solidi hanno sostenuto la domanda di biglietti verdi in un contesto risk-off. Il GBP/USD era in calo di oltre lo 0,48% a 1,3375, dopo aver toccato in precedenza area 1,3545. Separatamente, nella prima sessione asiatica di giovedì, la coppia è scesa verso 1,3530, mentre i rinnovati attacchi USA all’Iran e i rischi di interruzioni nello Stretto di Hormuz hanno riacceso i timori di pressioni inflazionistiche legate all’energia.
Nel Regno Unito, la sterlina è rimasta sostanzialmente invariata rispetto alle principali controparti dopo che l’Office for National Statistics ha comunicato che il PIL mensile è aumentato dello 0,1% a maggio, in linea con le attese. Questo dato segue una contrazione di pari entità (-0,1%) ad aprile. I mercati guardavano inoltre ai prossimi dettagli sul PIL mensile del Regno Unito e ai dati sulle vendite al dettaglio USA in uscita più tardi giovedì.
Volatilità di GBP/USD e domanda di beni rifugio
Stiamo osservando la sterlina britannica ritracciare dal recente massimo in area 1,3545 fino al livello di 1,3375, a causa di solidi dati macroeconomici statunitensi. Questo calo improvviso di quasi mezzo punto percentuale ricorda quanto rapidamente il dollaro USA possa riacquistare la sua attrattiva di bene rifugio. I trader su derivati devono agire con rapidità con il ritorno della volatilità sui mercati valutari.
Le tensioni geopolitiche e le minacce alla navigazione nello Stretto di Hormuz stanno alimentando i timori di un’inflazione trainata dall’energia, che storicamente in crisi analoghe fa impennare i prezzi globali del petrolio del 4%-6%. Quando aumentano i costi energetici globali, il dollaro USA tende quasi sempre a rafforzarsi perché i capitali si spostano verso asset rifugio. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni put a breve scadenza sulla coppia GBP/USD per beneficiare della pressione attesa al ribasso nelle prossime settimane.
Debolezza economica del Regno Unito e strategie di trading
Nel frattempo, l’economia britannica resta debole: l’ultimo dato sul PIL mensile mostra una crescita esigua dello 0,1%, come previsto. I dati storici indicano che quando la crescita del Regno Unito si arresta in questo modo, la sterlina fatica a mettere a segno progressi significativi contro le principali valute. Suggeriamo l’uso di strategie opzionali in range, come gli iron condor, per sfruttare questa mancanza di slancio rialzista.
Gli investitori dovrebbero inoltre monitorare le prossime vendite al dettaglio USA, poiché una spesa dei consumatori robusta probabilmente manterrà i tassi d’interesse statunitensi più elevati più a lungo. Storicamente, report forti sulle vendite al dettaglio USA hanno innescato cali improvvisi di 50-100 pip sul GBP/USD entro poche ore dalla pubblicazione. Consigliamo di impostare stop-loss stretti su tutte le posizioni long per proteggere il capitale nelle prossime settimane.
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