GBP/USD si è mantenuto appena sotto 1,3400 mercoledì, in rialzo di circa lo 0,25%, incontrando di nuovo resistenza sulla EMA a 200 giorni dopo aver recuperato all’incirca due figure piene da area 1,3150 in meno di due settimane. Il movimento ha coinciso con un aumento delle attese sui tassi UK dopo che i raid statunitensi sull’Iran hanno spinto il petrolio oltre +6%. I mercati ora prezzano pienamente un rialzo di 25 punti base della Bank of England entro fine anno, rispetto a probabilità di circa tre quarti in precedenza, mentre una mossa a novembre è prezzata con probabilità superiore al 50%; a giugno il Bank Rate è stato lasciato invariato al 3,75%, con due voti per il 4,00%.
I dati domestici continuano a indicare direzioni opposte: l’inflazione dei servizi è al 3,7%, ma il PMI servizi è sotto 50, le buste paga sono in calo e la crescita delle retribuzioni sta rallentando verso il 3,4%. Sul fronte USA, i verbali del FOMC alle 18:00 GMT hanno mostrato una spaccatura quasi a metà; i “dots” di giugno indicavano nove rialzi, insieme a otto pause e un taglio. Con il range della Fed a 3,50%-3,75%, i differenziali di rendimento sono contenuti. I prossimi appuntamenti includono un intervento BoE alle 09:30 GMT e le richieste di sussidi di disoccupazione USA alle 12:30 GMT di giovedì, attese a 218 mila; poi l’attenzione si sposta sul CPI USA del 14 luglio e sulle successive pubblicazioni UK prima delle decisioni di politica monetaria di fine mese.
Azione laterale e compressione della volatilità
Ad oggi, 9 luglio 2026, vediamo GBP/USD bloccato in un range irritantemente stretto appena sotto 1,3400, livello che è “tappato” dalla media mobile a 200 giorni. L’azione dei prezzi riflette un mercato carico di energia, con la volatilità implicita a un mese compressa a solo 6,5%, un livello che storicamente precede un movimento significativo. Questo contesto di bassa volatilità offre una chiara opportunità per strategie in opzioni.
La pressione per una sterlina più forte arriva dall’inflazione importata, con il WTI che resta ben sostenuto sopra 85 dollari al barile dopo il recente inasprimento geopolitico. Ciò costringe il mercato dei tassi a mantenere in prezzo un rialzo della Bank of England più avanti quest’anno. Tuttavia, il quadro è controbilanciato da un indebolimento dell’economia domestica, con gli ultimi dati sulla fiducia dei consumatori nel Regno Unito che mostrano una lettura pessimistica a -20.
Dall’altra parte del cross, il dollaro USA non cede terreno in modo significativo poiché la Federal Reserve rimane divisa sulla prossima mossa. La scorsa settimana le richieste iniziali di sussidio di disoccupazione sono risultate pari a 225.000, leggermente sopra le attese ma non abbastanza da modificare l’impostazione data-dependent della Fed. Con i tassi a breve di UK e USA quasi identici, manca un vantaggio di rendimento che possa alimentare un trade direzionale.
Strategie di trading nella calma
Dato il calendario macro contenuto fino al report sull’inflazione USA del 14 luglio, la nostra strategia è capitalizzare sull’attuale mancanza di direzionalità. Stiamo vendendo strangle a breve scadenza con strike al di fuori del range 1,3300-1,3450 per beneficiare del decadimento temporale. Questa strategia trae vantaggio direttamente dal fatto che il cambio resti “in gabbia” per un’altra settimana.
Allo stesso tempo, riconosciamo che questo periodo di compressione è improbabile che duri, soprattutto con dati ad alto impatto in arrivo. Per questo stiamo sfruttando la bassa volatilità per acquistare straddle a scadenza più lunga, posizionandoci per un breakout deciso che verosimilmente seguirà la pubblicazione del CPI USA. Questo ci consente di prepararci a una risoluzione violenta, mentre nel breve incassiamo premio.
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