La sterlina ha mantenuto un range ristretto lunedì, con la forza generalizzata del dollaro USA in un avvio di settimana “risk-off” che ha compensato i segnali più morbidi sul mercato del lavoro americano della scorsa settimana, riducendo il repricing in senso hawkish della Federal Reserve. GBP/USD era a 1,3357 al momento della stesura, estendendo un rialzo di otto sedute dopo il rimbalzo da un minimo intraday di 1,3328. I nonfarm payrolls USA hanno deluso le attese e i mesi precedenti sono stati rivisti al ribasso, ma il tasso di disoccupazione resta sotto il 4,5% indicato dai funzionari Fed come livello “a fine anno”. I futures sui Fed funds implicano 22 punti base di stretta entro dicembre; per luglio, Prime Terminal stimava una probabilità del 77% di nessuna variazione contro il 23% di un rialzo.
I dati USA sono stati misti, con l’ISM Services PMI a 54 in giugno, in calo da 54,5, mentre l’indice occupazionale dei servizi è salito a 51,2 da 47,9 e i costi degli input sono diminuiti. Nel Regno Unito, le attese sui tassi si sono raffreddate: mercati che un mese fa prezzavano almeno 44 punti base di rialzi della Bank of England ora implicano 17 punti base, equivalenti a una probabilità del 70% di un unico rialzo. I colloqui USA-Iran sono previsti a Islamabad sabato, insieme all’incertezza politica nel Regno Unito sul prossimo cancelliere dello Scacchiere; le agenzie attribuivano una probabilità del 55% a Ed Miliband. Sul piano tecnico, GBP/USD si colloca sotto il cluster di SMA attorno a 1,3406 e sotto una trendline vicino a 1,3513, con RSI intorno a 55 e supporto nell’area di 1,3159.
Le prospettive Fed cambiano dopo il solido report sull’occupazione USA
Rileviamo che la sterlina è scivolata dal precedente range 1,3300-1,3400 e ora scambia più vicino a 1,3280 alla data odierna, 6 luglio 2026. Questa debolezza arriva dopo che il report sui posti di lavoro USA di giugno della scorsa settimana è risultato più forte del previsto, con un aumento robusto di 210.000 occupati. Ciò ha riattivato una certa forza del dollaro USA e ha messo in discussione la precedente convinzione del mercato secondo cui la Federal Reserve sarebbe rimasta saldamente in pausa.
Il mercato sta riprezzando le intenzioni della Fed dopo quei dati sul lavoro e con l’inflazione Core PCE USA ancora al 2,7% nell’ultima lettura. Secondo il CME FedWatch Tool, le probabilità di un rialzo dei tassi Fed nella riunione di fine mese sono ora aumentate a quasi il 40%. Si tratta di un cambiamento significativo rispetto al 23% che il mercato prezzava solo poche settimane fa.
Chiarezza politica nel Regno Unito e strategia sulla volatilità tramite opzioni
Sul fronte UK, l’incertezza politica si è in parte dissipata con Ed Miliband ora confermato come nuovo Cancelliere, ma l’impostazione della sua politica fiscale è ancora in fase di valutazione. Più pressante è l’inflazione britannica, attestatasi al 2,4% nell’ultimo rapporto, ostinatamente sopra il target del 2% della Bank of England. Abbiamo visto i mercati swap reagire prezzando ora pienamente un rialzo di 25 punti base da parte della BoE entro la riunione di novembre.
Per i trader di derivati, il punto chiave è il basso costo delle opzioni in questo momento. La volatilità implicita a tre mesi su GBP/USD si è compressa a appena 6,5%, un livello nettamente inferiore alla media a un anno dell’8,0%. Questo suggerisce che il mercato delle opzioni è compiacente e potrebbe sottoprezzare il rischio di un movimento significativo in seguito alle prossime decisioni di politica monetaria.
Questo contesto di bassa volatilità offre un’opportunità strategica. Riteniamo che acquistare opzioni put per proteggersi da una rottura al ribasso sotto il supporto chiave a 1,3159 sia una strategia efficiente in termini di costo. In alternativa, per chi si attende un movimento brusco ma è incerto sulla direzione, l’acquisto di uno strangle long potrebbe risultare profittevole, man mano che queste pressioni macroeconomiche contrapposte costringono infine il cambio a uscire dalla recente fase di calma.
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