GBP/JPY è salito lunedì a circa 216,75, in rialzo dello 0,60% nella giornata, toccando livelli che non si vedevano da gennaio 2008, mentre lo yen giapponese è rimasto debole. USD/JPY è tornato sui massimi di quattro decenni, mantenendo i mercati concentrati sulla possibilità di un intervento sul mercato dei cambi dopo che i funzionari giapponesi hanno ribadito di essere pronti a rispondere a movimenti eccessivi.
La Bank of Japan ha posto fine a oltre un decennio di politica ultra-accomodante nel marzo 2024 e da allora ha aumentato il tasso di riferimento, portandolo all’1,0% dallo 0,75% nella riunione di giugno, il livello più alto dal 1995. Ciononostante, i tassi restano bassi rispetto alle altre principali economie, sostenendo il differenziale dei rendimenti che alimenta le operazioni di carry trade verso valute come la sterlina. L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi non si è tradotto in un sostegno allo yen, poiché rendimenti più elevati implicano anche maggiori costi futuri di servizio del debito; il rendimento del JGB decennale è salito lunedì al 2,83%, il livello più alto da maggio 1997, mentre il rapporto debito/PIL del Giappone resta oltre il 250%.
Dinamiche di carry trade e strategie con opzioni
Riteniamo che il forte trend rialzista di GBP/JPY sia alimentato principalmente dal differenziale dei tassi. Con il tasso ufficiale della Bank of England al 4,0% rispetto all’1,0% della Bank of Japan, l’attrattiva del carry trade è evidente. Possiamo utilizzare opzioni call per partecipare a ulteriori rialzi definendo in modo rigoroso il rischio massimo.
Rischi di intervento e driver strutturali
Il principale rischio per questa operazione è un intervento improvviso delle autorità giapponesi, che potrebbe innescare una brusca inversione. Basta guardare agli interventi di fine 2022, quando le autorità hanno spinto lo yen a rafforzarsi di oltre il 3% in un solo giorno, per capire quanto rapidamente ciò possa accadere. L’acquisto di opzioni put out-of-the-money è un modo prudente per coprire l’esposizione long contro un calo improvviso.
Il nervosismo del mercato rispetto a un possibile intervento mantiene elevata la valutazione delle opzioni. La volatilità implicita a un mese su GBP/JPY tratta attualmente intorno al 12,5%, ben al di sopra della media degli ultimi cinque anni, rendendo le opzioni relativamente costose. Questo suggerisce che eventuali strategie in opzioni dovrebbero essere strutturate con attenzione per tenere conto di questi costi più elevati.
Sul piano fondamentale, riteniamo che la debolezza dello yen sia un problema strutturale di lungo periodo. Il debito nazionale del Giappone supera il 260% del PIL, un livello che rende molto difficile per il governo sostenere rialzi dei tassi significativi e prolungati. Di conseguenza, consideriamo eventuali rafforzamenti dello yen dovuti a interventi come probabilmente di breve durata e una potenziale opportunità per aprire nuove posizioni long.
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