La sterlina ha registrato la seduta più pesante del mese, con GBP/USD in calo di circa lo 0,5% a poco sotto 1,3500 dopo due fallimenti consecutivi in area 1,3550. Il ripiegamento riduce un movimento di luglio di circa 400 pip rispetto al minimo dell’anno appena sotto 1,3150, mentre lo Stochastic Relative Strength Index giornaliero si colloca vicino a 90 in territorio di ipercomprato. Sul fronte dei dati UK, il PIL di maggio è salito dello 0,1% su base mensile dopo la contrazione di aprile, ma la produzione industriale è scesa dello 0,5% contro attese per un calo più contenuto. La Bank of England ha mantenuto il Bank Rate al 3,75% a giugno, con due dissensi a favore di un inasprimento, mentre l’inflazione CPI viaggia al 2,8%.
Le pubblicazioni USA hanno favorito il dollaro: le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 208 mila rispetto a un consenso di 217 mila, l’indagine della Fed di Philadelphia è uscita a 41,4 contro 13 atteso e le vendite al dettaglio di giugno hanno visto il “control group” crescere dello 0,5%. La politica britannica si è consolidata con Andy Burnham unico candidato alla leadership laburista, sostenuto da 379 deputati su 402, con conferma attesa venerdì e cambio di Primo Ministro previsto per lunedì. Il calendario UK è fitto: martedì il rapporto sul mercato del lavoro segue un precedente aumento di 31,2 mila nella claimant count, una crescita dell’occupazione a tre mesi di 100 mila e un tasso di disoccupazione al 4,9%; mercoledì arriva il CPI di giugno, ultimo dato al 2,8% headline e 2,6% core; venerdì 24 luglio unisce le vendite al dettaglio, in precedenza in rialzo dell’1,2% m/m, con le indagini PMI che in ultimo mostravano un composito a 49,3. Sul piano tecnico, le resistenze si collocano intorno a 1,3550, poi 1,3600 e il massimo dell’anno vicino a 1,3700, mentre i supporti sono visti in area 1,3450 e 1,3400 dove convergono le medie mobili esponenziali a 200 e 50 giorni.
Esaurimento tecnico e strategie di trading di breve periodo
Con la sterlina che fatica a difendere l’area 1,3500, riteniamo che i trader su derivati debbano prepararsi a una correzione al ribasso nelle prossime settimane. Con lo Stochastic RSI giornaliero in prossimità di 90, in ipercomprato, l’acquisto di opzioni put GBP/USD a breve scadenza appare un modo interessante per limitare il rischio. I dati storici indicano che, quando la sterlina mostra un analogo esaurimento tecnico dopo un rialzo rapido di 400 pip, spesso segue un ritorno verso la media mobile a 50 giorni in area 1,3400.
La transizione politica di lunedì introduce un’agenda di spesa che il mercato obbligazionario non ha ancora prezzato. Suggeriamo ai trader di monitorare attentamente i rendimenti dei gilt, ricordando come il caos del mini‑budget del 2022 abbia spinto rapidamente il decennale di oltre 100 punti base e affossato la valuta. Se la nuova amministrazione dovesse suggerire una spinta aggressiva alla spesa pubblica, lo short sui gilt o l’acquisto di put out‑of‑the‑money sulla sterlina potrebbero offrire risultati rapidi.
Tattiche sulla volatilità e divergenza macroeconomica
Con dati UK di rilievo quasi ogni giorno la prossima settimana, è probabile un rialzo della volatilità implicita sul mercato delle opzioni. Raccomandiamo l’utilizzo di strategie straddle o strangle su GBP/USD per beneficiare di movimenti bruschi, indipendentemente dalla direzione finale. Questo approccio protegge da oscillazioni improvvise legate alla cruciale pubblicazione dell’inflazione CPI di mercoledì, soprattutto se dovesse discostarsi dal riferimento attuale del 2,8%.
La divergenza tra un’economia USA resiliente e una crescita UK che arranca allo 0,1% favorisce nettamente il biglietto verde. Cercheremmo di vendere GBP/USD su eventuali rimbalzi di breve che si avvicinino alla solida zona di resistenza a 1,3550. Ciò è coerente con i recenti dati sulle vendite al dettaglio USA, che mostrano un aumento stabile dello 0,5% nel control group, mantenendo la Federal Reserve su un percorso molto più restrittivo rispetto alla Bank of England.
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