La sterlina ha ceduto lo 0,09% contro il dollaro USA venerdì, lasciando il cambio GBP/USD vicino ai livelli di apertura a 1,3512, dopo che dati sul mercato del lavoro statunitense più robusti hanno riacceso le aspettative sui tassi. Ad agosto i Nonfarm Payrolls sono saliti a 162mila, sopra la stima di 56mila e i 21mila di luglio, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%. I money market hanno aumentato al 61% (dal 54% del giorno precedente) la probabilità implicita di un rialzo dei tassi della Fed a settembre, e il Dollar Index ha guadagnato lo 0,18% a 99,17. Il calendario USA della prossima settimana include PPI, CPI, richieste settimanali di sussidi di disoccupazione, il Monthly Budget Statement e l’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan per settembre.
Riflettori anche sulle attese di tasso nel Regno Unito: i mercati swap continuano a prezzare due rialzi della Bank of England nell’arco di sei mesi, anche se gli economisti si attendono tassi invariati a settembre; tra i dati domestici in uscita figurano le vendite al dettaglio di luglio e il PIL. Sul fronte tecnico, GBP/USD era intorno a 1,3521, sostenuto dall’ex resistenza di trend-line ora diventata supporto in area 1,3476–1,3375, con ulteriori livelli a 1,3425 e 1,3375. La resistenza è indicata su un cluster di medie mobili semplici vicino a 1,3455 e poi a 1,3657, mentre l’RSI a 14 periodi si colloca in prossimità di 50.
Posizionamento sul mercato dei derivati e strategie sulla volatilità
Riteniamo che i trader di derivati debbano prepararsi a un aumento della volatilità, poiché il dato USA sull’occupazione superiore alle attese (162mila nuovi posti) sposta le probabilità verso un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre. Con il mercato che ora prezza una probabilità del 61% di un rialzo, il Dollar Index sta accumulando un solido momentum rialzista verso la soglia psicologica chiave di 100. Gli operatori possono sfruttare questo cambiamento acquistando opzioni call sul dollaro USA a breve scadenza, come copertura contro un più ampio arretramento della sterlina.
Sul grafico, GBP/USD oscilla vicino a 1,3512 ma incontra una resistenza immediata, rendendo plausibile una rottura al ribasso verso il supporto chiave a 1,3375. Raccomandiamo l’utilizzo di bear put spread su GBP/USD con un intervallo di strike 1,3500–1,3350 per beneficiare di un potenziale movimento ribassista, limitando al contempo il rischio. La strategia risulta particolarmente efficiente in termini di costo in questa fase, soprattutto perché la volatilità implicita della sterlina, nei periodi di stabilità, storicamente si attesta su una media contenuta intorno all’8%, mantenendo relativamente bassi i premi delle opzioni.
Derivati sui tassi e gestione del rischio bidirezionale
In vista dei cruciali report su inflazione CPI e PPI della prossima settimana, dovremmo puntare anche sui derivati sui tassi. Posizionarsi per rendimenti più elevati tramite opzioni su futures SOFR (Secured Overnight Financing Rate) può aiutarci a sfruttare l’impostazione hawkish della Fed. Poiché la presidente della Fed di Cleveland, Beth Hammack, ha recentemente avvertito che la politica monetaria non è abbastanza restrittiva, puntare su un rialzo a settembre attraverso il mercato dei futures offre un profilo rischio/rendimento interessante.
Nel frattempo, nel Regno Unito la Bank of England è alle prese con pressioni inflazionistiche legate al conflitto in Iran, il che significa che non si possono escludere improvvisi scatti rialzisti della sterlina. Per gestire questo rischio a due direzioni, suggeriamo di impiegare una strategia long strangle su GBP/USD prima delle prossime pubblicazioni di CPI e vendite al dettaglio. Questa impostazione consente di trarre profitto da un breakout marcato in entrambe le direzioni, indipendentemente dal fatto che sia la Fed o la Bank of England a scegliere un percorso più aggressivo.
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