GBP/USD è salito lievemente fino a circa 1,3520 nelle contrattazioni asiatiche di lunedì dopo piccole perdite, mentre il Dollaro USA si è indebolito in vista delle pubblicazioni sull’inflazione di questa settimana. Una nota di Goldman Sachs ha indicato che un dato “benigno” dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) probabilmente manterrebbe la Federal Reserve (Fed) in attesa, anche dopo che i dati del Bureau of Labor Statistics (BLS) hanno mostrato che i Nonfarm Payrolls (NFP) sono aumentati di 162.000 in agosto contro attese di 56.000 e un dato di luglio rivisto al rialzo a 21.000, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%. Le aspettative sui tassi si sono comunque rafforzate: lo strumento CME FedWatch ha portato le probabilità di un rialzo di 25 punti base a settembre a quasi il 58,3%, dal 50,2% precedente al rapporto sul lavoro.
Nel Regno Unito, i mercati prezzano pienamente un rialzo dei tassi della Bank of England (BoE) entro fine anno e un ulteriore rialzo entro marzo 2027, riflettendo le preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale e su un’inflazione persistente. La sterlina—che risale al 886 d.C.—rappresenta il 12% del turnover globale nel mercato dei cambi (FX), con una media di 630 miliardi di dollari al giorno secondo i dati 2022; GBP/USD rappresenta l’11% dell’FX, mentre GBP/JPY il 3% ed EUR/GBP il 2%. La BoE punta alla stabilità dei prezzi intorno a un’inflazione del 2%, utilizzando i tassi di interesse come principale leva, mentre anche PIL, PMI manifatturiero e dei servizi, occupazione e bilancia commerciale influenzano la valuta.
Strategie su derivati per la volatilità imminente su GBP/USD
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per una volatilità più elevata sulla coppia GBP/USD, attualmente intorno a 1,3520, in vista dei cruciali dati USA sull’inflazione di questa settimana. Considerate le attese per un CPI “benigno”, l’acquisto di straddle o strangle a breve scadenza potrebbe essere un modo efficace per catturare movimenti bruschi senza assumere un orientamento direzionale. Storicamente, le pubblicazioni del CPI USA hanno innescato escursioni medie giornaliere di quasi 100 pip sul “Cable”, rendendo le strategie di volatilità basate su opzioni particolarmente interessanti in questa fase.
Sebbene il Dollaro USA stia attualmente faticando, il robusto rapporto sul lavoro di agosto con 162.000 nuovi occupati ha spinto la probabilità di un rialzo dei tassi Fed a settembre al 58,3%. Per coprirsi dal rischio di un improvviso rally del dollaro in caso di inflazione elevata, suggeriamo di utilizzare bull put spread sul USD oppure di acquistare put protettive su GBP/USD. Questo protegge i portafogli di trading da un repentino cambio di tono in senso “hawkish” da parte della Federal Reserve, che secondo i trend storici può cancellare rapidamente i guadagni della sterlina.
Divergenza tra politica monetaria UK e USA: implicazioni per il commercio
Nel Regno Unito, occorre inoltre considerare una Bank of England orientata al rialzo, con i mercati che prezzano pienamente un aumento dei tassi entro la fine dell’anno e un ulteriore rialzo entro marzo 2027. Nonostante i commenti favorevoli del capo economista Huw Pill, il rapporto debito pubblico/PIL del Regno Unito, in area 100%, alimenta preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale di lungo periodo. Di conseguenza, riteniamo che i trader dovrebbero valutare calendar spread a scadenza lunga per sfruttare il contrasto, nel medio termine, tra le politiche monetarie della Fed e della BoE.
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