La sterlina è salita di circa lo 0,20% venerdì, mentre il calo dei prezzi del petrolio ha pesato sul dollaro USA, e il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha lasciato intravedere un’ulteriore escalation che i mercati hanno in gran parte scontato. Anche così, il GBP/USD era avviato a chiudere la settimana in calo di quasi lo 0,70%, riflettendo un più ampio sostegno al dollaro man mano che aumentavano le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve.
Altrove, la sterlina è rimasta vicino ai minimi di tre settimane contro il biglietto verde, con i rimbalzi frenati sotto 1,3340 e la coppia sulla buona strada per un calo settimanale dell’1%. I solidi dati preliminari S&P Global PMI e le vendite al dettaglio del Regno Unito non sono riusciti a compensare il posizionamento risk-off e il rinnovato focus sulle preoccupazioni fiscali britanniche. In precedenza in Asia, il GBP/USD è rimbalzato verso 1,3325 interrompendo una serie di cinque sedute consecutive di ribassi, anche se i guadagni sono stati segnalati come potenzialmente limitati dalle tensioni in Medio Oriente in vista della pubblicazione delle vendite al dettaglio nel Regno Unito.
Volatilità della sterlina e strategie in opzioni
Stiamo osservando la sterlina britannica fare fatica a mantenersi sopra la soglia di 1,3300 contro il dollaro USA, nonostante i solidi dati su vendite al dettaglio e PMI S&P. In qualità di operatori sui derivati, dovremmo prepararci a una volatilità più elevata sulla coppia GBP/USD, poiché l’avversione al rischio globale limita il potenziale rialzista della sterlina. Storicamente, le negoziazioni di fine estate portano a una liquidità più bassa, fattore che può innescare oscillazioni di prezzo più brusche e inattese nelle principali coppie valutarie.
Un recente calo dei prezzi globali del petrolio, con il Brent intorno a 74 dollari al barile, ha temporaneamente indebolito il biglietto verde; tuttavia la domanda di beni rifugio resta sostenuta a causa delle tensioni in Medio Oriente. Raccomandiamo l’uso di strategie in opzioni neutrali, come i long straddle, per trarre beneficio da movimenti bruschi senza dover prevedere con precisione la direzione. Al momento, la volatilità implicita a un mese del GBP/USD è salita al 7,5%, segnalando che il mercato dei derivati si sta preparando a oscillazioni più ampie nelle prossime settimane.
Gestione del rischio e approcci di copertura
Sebbene i dati domestici del Regno Unito appaiano solidi, le preoccupazioni fiscali a Londra e il cambiamento delle aspettative sui tassi potrebbero facilmente trascinare la sterlina verso area 1,3150. Riteniamo che coprirsi con bear put spread sia un modo efficace per proteggere le posizioni long da un improvviso ritorno del risk-off. Monitorare con attenzione lo spread dei rendimenti tra i titoli di Stato decennali USA e UK, che attualmente si colloca vicino a 45 punti base, aiuterà a valutare la forza dei futuri flussi di capitale.
Con i rischi geopolitici che mantengono i mercati in tensione, è essenziale applicare stop-loss rigorosi sui futures sulla sterlina per gestire il rischio di capitale. Dovremmo concentrarci su contratti di opzioni a breve scadenza per sfruttare rapidi rimbalzi dei prezzi, evitando al contempo un’esposizione di lungo periodo a questo contesto macro volatile. Questo approccio bilanciato consente di beneficiare di rally di breve durata restando protetti contro improvvise correzioni di mercato.
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