La sterlina avanza leggermente con il dollaro in calo, mentre la corsa alla leadership nel Regno Unito e la revisione delle attese sulla BoE pesano sulle prospettive

by VT Markets
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Jun 26, 2026

La sterlina è salita dello 0,20% contro il dollaro venerdì, mentre la valuta USA ha ceduto dopo aver toccato i massimi da inizio anno, con i mercati monetari orientati verso una Federal Reserve meno “hawkish” anche se i funzionari continuano a sottolineare la priorità dell’inflazione. GBP/USD era a 1,3217 dopo un minimo di seduta a 1,3180, e la coppia era avviata a un calo settimanale dello 0,15%. La politica britannica è rimasta al centro dell’attenzione dopo le dimissioni del primo ministro Keir Starmer, con attese di un passaggio di consegne ordinato verso un settimo premier in 10 anni; Andy Burnham guida la corsa ed è l’unico candidato dichiarato. Burnham ha detto il 14 maggio che avrebbe cercato un seggio parlamentare per sfidare Starmer, mossa che ha indebolito la sterlina e spinto al rialzo i rendimenti dei gilt, mentre successivamente il suo team ha dichiarato che avrebbe rispettato le regole fiscali della cancelliera Rachel Reeves.

Le aspettative sui tassi della Bank of England si sono spostate, con i mercati che prezzano 21 pb di restrizione nel 2026 contro 33 pb di una settimana prima, secondo Prime Terminal. Negli USA, la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è migliorata a giugno: l’indice è salito a 49,5 da una lettura preliminare di 48,9 e da 44,8 di maggio, mentre le aspettative d’inflazione a un anno sono rimaste al 4,6% e quelle a cinque anni sono scese al 3,3% dal 3,4%. L’indice del dollaro è sceso dello 0,18% a 101,25, e il presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari ha affermato che i tassi potrebbero dover salire a causa di un’inflazione diffusa. Sul piano tecnico, GBP/USD a 1,3218 restava sotto un cluster di medie mobili a 50/100/200 giorni attorno a 1,3431; l’RSI (14) era vicino a 38, con resistenze a 1,3431, 1,3454 e 1,3535, e supporti a 1,3218 quindi 1,3159.

Outlook negativo per la sterlina tra incertezza politica e di policy

Alla luce dell’incertezza politica nel Regno Unito e delle aspettative mutevoli sulla Bank of England, riteniamo che nelle prossime settimane la linea di minor resistenza per GBP/USD sia verso il basso. Il quadro tecnico avvalora questa impostazione ribassista, con la coppia che tratta sotto tutte le principali medie mobili. Di conseguenza, dovremmo strutturare le strategie tenendo conto di un potenziale ulteriore indebolimento della sterlina.

La calma che circonda il nuovo contendente alla leadership, Andy Burnham, potrebbe essere temporanea e restiamo cauti. Basta guardare al caos di mercato di settembre 2022, quando errori politici portarono GBP/USD a crollare su minimi record vicino a 1,03, per comprendere i rischi potenziali. Questa storia suggerisce che qualsiasi segnale di allentamento fiscale potrebbe innescare vendite significative sulla sterlina.

Il mercato ha escluso in modo aggressivo i rialzi dei tassi della Bank of England, rimuovendo un pilastro chiave di supporto per la valuta britannica. In effetti, i dati attuali del mercato swap indicano che i trader vedono solo una probabilità del 40% di un singolo rialzo dei tassi di 25 punti base entro fine 2026. Questa ricalibrazione “dovish” rende la sterlina fondamentalmente meno attraente.

Considerazioni di strategia e livelli di rischio chiave per GBP/USD

Sebbene il dollaro USA si sia indebolito di recente, il prossimo rapporto sui Nonfarm Payrolls è un rischio evento di primo piano che potrebbe invertire rapidamente tale tendenza. Dopo la lettura forte del mese scorso, oltre 270.000 nuovi posti, gli economisti prevedono un altro incremento solido intorno a 195.000, che metterebbe in discussione la visione di mercato su una Fed meno “hawkish”. Un dato robusto probabilmente spingerebbe il dollaro al rialzo e accelererebbe la discesa di GBP/USD.

Per gli operatori in derivati, questo contesto rende interessante l’acquisto di opzioni put su GBP/USD per posizionarsi su un ribasso definendo al contempo il rischio. Con la volatilità implicita a un mese sulla coppia in risalita al 9,2%, le opzioni incorporano più movimento, e guarderemmo a strike che puntino al supporto chiave in area 1,3159. Ciò consente di beneficiare di un movimento al ribasso nelle prossime settimane.

Dobbiamo inoltre gestire il rischio che la nostra view sia errata, con la principale resistenza concentrata attorno all’area 1,3431. Una rottura netta sopra tale livello segnalerebbe l’esaurimento del trend ribassista, costringendoci a rivalutare posizioni short. In tale scenario, l’uso di opzioni call potrebbe offrire una via per sfruttare un potenziale reversal.

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