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La scommessa sulla svalutazione aumenta l’appeal dell’oro, mentre la Norvegia valuta un taglio del benchmark obbligazionario e i Treasury sono sotto pressione

by VT Markets
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Sep 11, 2026

Il Money Metals Midweek Memo di Mike Maharrey ha presentato il “debasement trade” come uno spostamento verso oro e argento quali coperture contro l’erosione del potere d’acquisto delle valute fiat, collegandolo al calo di fiducia nelle istituzioni che gestiscono la moneta. L’episodio ha legato le prospettive di lungo periodo dell’oro a dinamiche di debito pubblico ancora irrisolte, citando il debito nazionale USA vicino a 40.000 miliardi di dollari e sostenendo che prezzi più elevati possono comunque coesistere con volatilità e correzioni. Un elemento chiave di mercato è stata la proposta di Norges Bank Investment Management di ridurre i titoli di Stato nel benchmark dal 70% al 50%, con vendite potenziali di circa 80 miliardi di dollari di Treasury USA e circa 20 miliardi di titoli di Stato giapponesi, insieme a una minore esposizione all’area euro; secondo alcune notizie, le operazioni potrebbero non avvenire prima dell’inizio del 2027. La tensione sul mercato obbligazionario è stata inquadrata attraverso l’aumento del rendimento del Treasury decennale da circa l’1,5% a fine 2021 a quasi il 5% nell’autunno 2023, mentre la spesa per interessi degli Stati Uniti nei primi 10 mesi dell’esercizio fiscale 2026 è stata pari a 1,17 trilioni di dollari, in aumento del 15,5% su base annua, dopo un rialzo del 7,3% nell’esercizio 2025 rispetto al 2024, mentre il Tesoro portava avanti riacquisti sulla parte lunga della curva (scadenze 10, 20 e 30 anni).

Il memo ha inoltre discusso le pressioni verso la diversificazione delle valute di riserva dopo il congelamento degli attivi russi in dollari, e ha indicato le detenzioni di Treasury da parte della Cina a 652,3 miliardi di dollari, il livello più basso da settembre 2008. Sul fronte della custodia dell’oro, De Nederlandsche Bank (DNB) ha spostato circa 86 tonnellate metriche dal Nord America a Londra tra marzo e agosto 2026, vendendo circa 59 tonnellate custodite a New York per acquistare lingotti sostitutivi a Londra; oltre 27 tonnellate sono state spedite a Zeist, mentre un quantitativo analogo è stato trasferito da Zeist a Londra. Dopo la riallocazione, Londra deteneva il 32,1% delle riserve olandesi, con New York e Ottawa al 18,5% ciascuna, e il totale delle riserve invariato a 612,4 tonnellate. Tra i rimpatri più ampi figurano le 674 tonnellate della Germania da Parigi e New York dal 2013, e le 100 tonnellate dell’India dal Regno Unito nella primavera 2024 seguite da altre 104 tonnellate, lasciando circa 680 tonnellate delle sue riserve pari a 880 tonnellate, ovvero circa il 77%, in patria; un sondaggio del World Gold Council mostrava oro custodito nel Regno Unito al 57% (dal 64%), custodia domestica al 49% e New York al 14% (dal 17%).

Strategie con derivati per un mercato rialzista dei metalli

Riteniamo che i trader di derivati dovrebbero posizionarsi in modo aggressivo per un rialzo sostenuto dei metalli preziosi nelle prossime settimane. Con i prezzi dell’oro che segnano costantemente nuovi record e il debito nazionale USA che si avvicina rapidamente alla soglia dei 40.000 miliardi di dollari, il debasement trade sulle valute fiat sta accelerando. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call a lunga scadenza su oro e argento per capitalizzare questo cambiamento strutturale a scapito delle valute cartacee.

Il mercato obbligazionario sta segnalando profondi problemi istituzionali che possiamo sfruttare vendendo allo scoperto i future sui Treasury a lunga scadenza. I costi di servizio del debito USA sono aumentati del 15,5% a 1,17 trilioni di dollari nell’esercizio fiscale 2026, creando un circolo composto di forte fabbisogno di finanziamento e rendimenti elevati. Poiché grandi operatori come il fondo sovrano norvegese da 2.300 miliardi di dollari si preparano a ridurre un ammontare stimato di 80 miliardi di dollari di Treasury USA, ci aspettiamo che i prezzi obbligazionari affrontino una severa pressione al ribasso.

Posizionamento su volatilità valutaria e sovraperformance dell’argento

Dovremmo inoltre prepararci a una maggiore volatilità valutaria negoziando opzioni sull’indice del dollaro USA. Le banche centrali estere stanno riducendo attivamente l’esposizione al dollaro, con la Cina che ha tagliato le proprie detenzioni di Treasury a un minimo pluriennale di 652,3 miliardi di dollari. Questa de-dollarizzazione in atto, abbinata al massiccio rimpatrio di oro nei caveau domestici in Europa e Asia, implica che lo status tradizionale del dollaro come bene rifugio si sta erodendo in modo attivo.

Per operazioni tattiche di breve periodo, suggeriamo di utilizzare bull call spread sui future dell’argento per sfruttare costi d’ingresso più contenuti. Storicamente l’argento sovraperforma l’oro nelle fasi finali di un bull market dei metalli, e l’attuale domanda monetaria sostiene un rapido “catch-up trade”. Implementare ora queste strategie in derivati proteggerà i nostri portafogli prima della prossima ondata di panico fiscale che colpirà i mercati finanziari più ampi.

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