La rupia si è stabilizzata lunedì dopo due sedute di cali, con USD/INR scambiato in area 95,60. L’attenzione si è spostata sulla decisione della RBI di chiudere con un mese di anticipo la propria facility di FX swap per i depositi FCNR; i dati diffusi in parallelo mostrano che le misure di policy, inclusa la finestra di swap, hanno attratto quasi 57 miliardi di dollari. Il mercato si attende che la coppia si muova tra 95,00 e 95,50 questa settimana, con il posizionamento condizionato dalla domanda estera in vista della chiusura del 31 agosto, oltre che dai flussi di portafoglio esteri e dalle coperture ordinarie. Riflettori anche sui verbali della riunione di agosto della RBI, in cui i tassi sono stati lasciati invariati, mentre l’inflazione headline (CPI) di luglio è salita al 4,45% a/a dal 4,38%.
Il dollaro ha ceduto terreno dopo dati USA più deboli. Le vendite al dettaglio sono scese dello 0,6% m/m a luglio dopo un +0,2% a giugno, contro una previsione di mercato per un +0,1%, mentre il tasso annuo è rallentato al 5,0% dal 6,8%. Le quotazioni CME FedWatch attribuiscono alla probabilità di un rialzo dei tassi Fed il mese prossimo il 33,1%, in calo dal 44% della scorsa settimana, dopo CPI, PPI e Retail Sales più morbidi. Sul piano tecnico, USD/INR resta all’interno di un canale ascendente e sopra la EMA a 9 periodi a 95,4418 e la EMA a 50 periodi a 95,3913; l’RSI a 14 giorni è a 49,2 e l’FXS Fed Sentiment Index è intorno a 134,6.
Uscita dallo swap FX della RBI e prospettive per la rupia
Riteniamo che i trader sui derivati debbano prepararsi a un aumento della volatilità su USD/INR mentre la Reserve Bank of India riduce e chiude la facility di swap sui depositi FCNR entro il 31 agosto. Questa uscita anticipata da una misura che ha attratto con successo quasi 57 miliardi di dollari è molto probabilmente destinata a mettere pressione sulla rupia, potenzialmente spingendo la coppia ben oltre l’attuale area 95,60 nelle prossime settimane. Storicamente, quando la RBI ha gestito le scadenze di afflussi di swap di entità simile, come il programma da 34 miliardi di dollari del 2016, i forward premium hanno registrato oscillazioni marcate, offrendo opportunità interessanti per gli operatori di swap.
Monitoriamo da vicino gli indicatori tecnici, che mostrano USD/INR mantenere un’impostazione costruttiva all’interno di un canale ascendente sopra la EMA a 9 periodi a 95,44. Sebbene l’RSI a 14 giorni a 49,2 indichi al momento un momentum bilanciato, eventuali flessioni verso l’area di supporto stimata 95,00–95,50 rappresentano una solida opportunità di acquisto. Suggeriamo di accumulare opzioni call long su USD/INR su questi arretramenti di breve per intercettare un successivo breakout al rialzo con l’avvicinarsi della chiusura della facility.
Strategie di trading alla luce dei driver tecnici e fondamentali
I dati macro USA deboli, incluso il calo dello 0,6% m/m delle vendite al dettaglio di luglio, hanno temporaneamente limitato la forza del dollaro, ma ci attendiamo che tale contenimento sia di breve durata. Nel frattempo, l’inflazione domestica indiana in risalita al 4,45% a luglio fa pensare che la RBI manterrà la pausa, il che riduce le possibilità di un apprezzamento marcato della rupia. Alla luce di queste dinamiche, sconsigliamo posizioni aggressive di short sul dollaro.
Nel brevissimo termine, prevediamo una corsa da parte della clientela estera a mettere in sicurezza depositi FX prima della scadenza del 31 agosto, con conseguente azione di prezzo intraday irregolare. I trader possono utilizzare strategie da trading range, come short straddle o iron condor, per beneficiare dell’attuale consolidamento tra 95,00 e 95,50, per poi ruotare verso posizioni USD direzionalmente rialziste. Mantenere stop-loss stretti appena sotto la EMA a 50 periodi a 95,39 aiuta a proteggere i portafogli da movimenti inattesi quando la RBI pubblicherà i verbali della riunione.
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