La rupia indiana si è ulteriormente indebolita contro il dollaro USA giovedì, spingendo USD/INR verso 95,90, mentre il rafforzamento dei prezzi del petrolio e le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve hanno sostenuto il biglietto verde. Sul fronte delle materie prime, il contratto MCX Crude Oil con scadenza 19 ottobre è salito dell’1% a circa 8.900 rupie dopo un precedente calo, rimbalzando da un nuovo minimo di due settimane in area 8.496 rupie. Nel più ampio mercato FX, il Dollar Index (DXY) si è mantenuto vicino a un massimo di otto settimane a 101,23, rafforzando la domanda di dollari.
Il petrolio ha trovato supporto dopo che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite mercoledì, ha dichiarato che l’Iran non si arrenderà agli Stati Uniti, dopo i commenti del presidente USA Trump che facevano riferimento a un “accordo” o all’“annientamento”. Prezzi più elevati tendono a mettere sotto pressione valute dipendenti dalle importazioni come la rupia. Nel frattempo, i dati sull’attività hanno alimentato la narrazione “hawkish” della Fed: l’indice preliminare PMI dei servizi di S&P Global è salito a 58,7 da 56,5 in agosto, contro attese a 56,0, mentre il PMI manifatturiero è aumentato a 57,0 da 53,9, rispetto a stime a 53,5. Sul piano tecnico, USD/INR è rimasto sopra la EMA a 20 periodi a 95,5722, con RSI a 59,7; il supporto si collocava in area 95,57, la resistenza a 96,10 e una rottura di quest’ultima potrebbe aprire la strada a un nuovo test di 97,00.
Pressione sulla rupia da petrolio e dollaro
Con la coppia USD/INR in rialzo verso 95,90, si osserva una forte pressione sulla rupia indiana mentre i prezzi del greggio rimbalzano. Poiché l’India dipende dalle importazioni estere per coprire oltre l’85% del proprio fabbisogno di petrolio, l’aumento dei costi energetici continuerà a pesare sulla valuta locale. I trader di derivati dovrebbero prepararsi a una fase prolungata di debolezza della rupia nelle prossime settimane, concentrandosi su opzioni call su USD/INR.
Il Dollar Index USA resta ben impostato vicino a 101,23, sostenuto da dati macro solidi come il PMI dei servizi USA balzato a 58,7. Questa robusta dinamica dell’attività economica rafforza l’impostazione restrittiva della Federal Reserve, rendendo probabili ulteriori rialzi dei tassi prima della fine dell’anno. Raccomandiamo di acquistare bull call spread su USD/INR per beneficiare di questo trend di rafforzamento del dollaro.
Rischi geopolitici, materie prime e strategie tecniche
L’attrito geopolitico aggiunge ulteriore benzina sul fuoco: la posizione ferma dell’Iran contro le pressioni USA ha riportato il greggio MCX a 8.900 rupie dal minimo di 8.496. Storicamente, improvvisi balzi del petrolio hanno costretto il disavanzo commerciale dell’India ad ampliarsi, innescando rapidi deflussi di capitale e una svalutazione della rupia. I trader possono valutare posizioni long sui futures MCX crude di ottobre per coprirsi da questi rischi sul mercato energetico.
Da un punto di vista tecnico, USD/INR scambia comodamente sopra la media mobile esponenziale a 20 periodi a 95,57. Se la coppia dovesse superare la resistenza immediata a 96,10, ci aspettiamo un’accelerazione rapida verso il massimo storico di 97,00. Per gli operatori in opzioni, suggeriamo l’acquisto di call out-of-the-money con scadenza a fine ottobre per intercettare questo potenziale breakout.
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