La rupia ha ridotto i guadagni iniziali contro il dollaro dopo che la Reserve Bank of India ha mantenuto invariata la politica monetaria. USD/INR ha aperto vicino al minimo mensile in area 94,80, sostenuta da un petrolio più debole, per poi rimbalzare fino a circa 95,12 e successivamente scambiare intorno a 95,06. La RBI ha lasciato il tasso repo al 5,25% per la quarta riunione consecutiva e ha confermato un orientamento neutrale, con l’inflazione CPI di giugno al 4,4% a/a ancora all’interno del corridoio 2%–6%. La banca ha previsto un’inflazione core al 5,9% a/a nel 3° trimestre prima di rallentare al 5,5% a/a nel 4° trimestre, segnalando al contempo la volatilità di greggio, valute e mercati più ampi legata al conflitto in Asia occidentale.
Il petrolio ha esteso le perdite sulle speranze di un accordo USA–Iran sullo Stretto di Hormuz, che veicola quasi il 20% dell’energia globale, e il contratto MCX sul greggio di agosto (scadenza 19) era in calo dell’1,6% vicino a 7.100 rupie. L’attenzione si è spostata anche sui dati ADP USA di luglio in uscita alle 12:15 GMT; Deutsche Bank prevede +65 mila dopo i +49 mila precedenti, una pubblicazione in grado di influenzare le aspettative sui tassi della Fed. Dal punto di vista tecnico, USD/INR è rimasto sotto la EMA a 20 periodi a 95,6394 con RSI a 40,6; la resistenza era in area 95,64, mentre i supporti si collocavano a 94,80 e sul minimo di giugno a 94,15.
—Momentum ribassista su USD/INR e strategia con derivati
Con USD/INR sotto la media mobile esponenziale a 20 periodi di 95,64 e con un RSI ribassista a 40,6, emerge un solido momentum al ribasso con obiettivo il supporto a 94,80. Raccomandiamo ai trader di derivati di concentrarsi su bear put spread sulla coppia USD/INR per sfruttare l’impostazione negativa senza esporsi eccessivamente a improvvisi picchi di volatilità. Storicamente, quando la coppia rompe sotto i principali supporti mensili, tende spesso a scivolare rapidamente verso il successivo pavimento rilevante, il minimo di giugno a 94,15.
La decisione della Reserve Bank of India di mantenere il tasso repo stabile al 5,25% riflette fiducia in un’economia robusta, soprattutto dopo un eccellente 1° trimestre dell’esercizio FY27, in cui la crescita del PIL è stimata attestarsi intorno al 7%. Considerato che l’inflazione domestica resta ben sotto controllo al 4,4%, la forza di fondo della rupia risulta ben sostenuta rispetto ad altre valute dei mercati emergenti. Suggeriamo ai trader di valutare posizioni lunghe sulla rupia nel mercato dei future, sfruttando il differenziale di rendimento stabile.
—Trading sul petrolio e monitoraggio dell’impatto dell’ADP USA
Mentre le speranze di un accordo USA-Iran sullo Stretto di Hormuz spingono i prezzi del greggio MCX verso 7.100 rupie, i trader di derivati energetici dovrebbero prepararsi a movimenti bruschi. Storicamente, una risoluzione dei colli di bottiglia nelle spedizioni in questo passaggio vitale, che gestisce quasi il 20% del petrolio globale, ha portato a un rapido calo del 5%–10% dei benchmark del greggio. Proponiamo l’utilizzo di posizioni corte sui contratti MCX sul greggio a scadenza ravvicinata oppure l’acquisto di opzioni put per catturare questo potenziale ribasso.
Tutti gli occhi sono puntati sui dati ADP USA di oggi: una risalita prevista a +65 mila da +49 mila influenzerà in modo significativo le prossime decisioni della Federal Reserve sui tassi. Un dato superiore alle attese potrebbe spingere temporaneamente USD/INR verso la resistenza in area 95,64, creando un punto d’ingresso ottimale per nuove posizioni short. Occorre monitorare da vicino queste metriche sul lavoro negli Stati Uniti, poiché eventuali variazioni improvvise metteranno alla prova gli attuali livelli di supporto nel mercato valutario.
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