La rupia indiana ha aperto in rafforzamento contro il dollaro USA, estendendo per la terza seduta consecutiva la serie di rialzi, mentre l’USD/INR è sceso dello 0,25% a circa 95,15, il livello più basso da oltre tre settimane. Il movimento è seguito a un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran che ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio, con il contratto MCX sul greggio in scadenza il 19 agosto in calo di oltre il 6% a circa 7.600 rupie nelle prime battute. Nel fine settimana, i previsti attacchi USA contro l’Iran sono stati sospesi dopo che Teheran ha accettato condizioni legate all’accordo sul nucleare e alla riapertura dello Stretto di Hormuz, rotta per quasi il 20% dell’offerta energetica globale; le azioni indiane hanno seguito il miglioramento del sentiment di rischio, con il Nifty50 in rialzo dello 0,7% in area 24.555.
L’attenzione si sposta ora sulla decisione di mercoledì della Reserve Bank of India, con il tasso repo atteso invariato al 5,25%. Negli Stati Uniti, l’indice del dollaro ha ceduto lo 0,1% a circa 99,70 anche se i mercati prezzavano una probabilità del 67,7% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre. Tra i dati in uscita figurano i Nonfarm Payrolls di luglio venerdì e l’ISM Manufacturing PMI, previsto a 54,0 contro 53,3 di giugno; sul piano tecnico, l’USD/INR è sotto la media mobile esponenziale a 20 giorni a 95,75, con RSI a 42, supporto a 94,78 e poi 94,15.
Raccomandazioni operative su valute e commodity
Raccomandiamo ai trader su derivati valutari di andare short sul cross USD/INR o acquistare opzioni put, puntando al supporto immediato di 94,78 e potenzialmente a 94,15. La coppia scambia nettamente al di sotto della sua media mobile esponenziale a 20 giorni a 95,75 e l’Indice di Forza Relativa (RSI) a 42 conferma che il momentum ribassista resta saldamente dominante. Storicamente, quando la rupia indiana rompe al ribasso le principali medie mobili di breve periodo durante i rally di sollievo dei prezzi del petrolio, tende a mantenere i guadagni per diverse settimane.
Sui mercati energetici, consigliamo ai trader di mantenere un’impostazione short sui futures MCX Crude Oil dopo il brusco calo del 6% a circa 7.600 rupie. La riapertura dello Stretto di Hormuz, che controlla quasi il 20% dei consumi mondiali di liquidi petroliferi, rimuove il pesante premio per il rischio geopolitico che in precedenza aveva gonfiato i prezzi. Questa improvvisa “rete di sicurezza” sul fronte dell’offerta implica che eventuali rimbalzi di breve vadano considerati come opportunità privilegiate di vendita.
Strategie su equity e gestione del rischio
Suggeriamo di assumere posizioni long su opzioni o futures sull’indice Nifty50, sfruttando la risalita dell’indice a 24.555. Storicamente, un calo di 10 dollari al barile del greggio riduce il conto delle importazioni dell’India di circa 10 miliardi di dollari e sottrae quasi lo 0,5% all’inflazione domestica. Questo sollievo macroeconomico potrebbe sostenere i margini societari, rendendo particolarmente interessanti strategie rialziste come i call spread sul Nifty in vista del prossimo annuncio di politica monetaria della RBI.
Occorre inoltre prepararsi a una maggiore volatilità mercoledì, quando è ampiamente atteso che la Reserve Bank of India mantenga il tasso repo stabile al 5,25%. Pur con l’inflazione core domestica sotto controllo, i trader dovrebbero coprire le posizioni in vista dei Nonfarm Payrolls USA di venerdì. Con una probabilità del 67,7% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre, un eventuale recupero anche temporaneo del dollaro potrebbe offrire un punto d’ingresso migliore per le strategie long sulla rupia.
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