La rupia ha aperto con cautela martedì, mentre l’USD/INR è salito a circa 95,40, sotto pressione per l’aumento dei prezzi del petrolio e per i timori di un’interruzione prolungata dell’offerta globale. Nelle prime battute, il contratto MCX sul greggio in scadenza il 19 agosto è avanzato dello 0,45% a circa 7.835 rupie, vicino ai massimi settimanali. Le tensioni geopolitiche attorno allo Stretto di Hormuz — attraverso cui transita quasi un quinto dell’offerta energetica mondiale — hanno mantenuto il mercato concentrato sul rischio-titoli, uno sfondo che in genere penalizza le valute dei Paesi importatori di petrolio come l’India.
L’attenzione si sposta ora sulle pubblicazioni del CPI di luglio di India e Stati Uniti, attese mercoledì. L’inflazione headline indiana è stata descritta come stabile al 4,4% su base annua rispetto a giugno, mentre DBS ha indicato prezzi in aumento per legumi, zucchero, latte e oli commestibili, con le verdure in stabilizzazione; ha inoltre segnalato il GPL non sovvenzionato in rialzo del 10% su base annua a luglio e letture core descritte come tranquille sotto il 4%. Negli USA, l’headline e il core CPI sono attesi rispettivamente al 3,4% e al 2,5% su base annua, mentre il report NFP di luglio ha mostrato la forza lavoro in calo contro attese di un aumento di 80 mila unità. Sul piano tecnico, l’USD/INR era sopra la sua EMA a 60 giorni a 95,26, con l’RSI a 14 giorni vicino a 47; il supporto si colloca a 95,26 e poi a 94,15, mentre le resistenze sono a 96,00 e 97,10.
Strategie su rupia e derivati USD/INR
Suggeriamo ai trader di derivati di posizionarsi per una persistente vulnerabilità della rupia acquistando opzioni call USD/INR near-the-money. Storicamente, un balzo del 10% dei prezzi del petrolio tende ad ampliare il deficit delle partite correnti dell’India di circa lo 0,5% del PIL, esercitando una pressione immediata sulla valuta locale. Con il greggio MCX attualmente vicino al massimo settimanale di 7.835 rupie, la copertura contro un indebolimento della rupia resta la nostra raccomandazione principale.
Poiché la coppia USD/INR si mantiene appena sopra la media mobile esponenziale a 60 giorni a 95,26, vediamo un supporto tecnico dinamico che sostiene un moderato bias rialzista. I trader possono strutturare un bull call spread acquistando la call 95,50 e vendendo la call 96,50 per ridurre il premio dell’operazione. Se il tasso spot riuscisse a superare nettamente 96,00, potrebbe testare rapidamente la resistenza psicologica vicino al massimo storico in area 97,10.
Operazioni sulla volatilità e coperture su asset energetici
Con i dati chiave sull’inflazione di India e Stati Uniti in uscita domani, ci aspettiamo una marcata espansione della volatilità implicita. I dati storici mostrano che le principali pubblicazioni del CPI possono provocare spike di volatilità overnight del 15%-20% nelle opzioni valutarie a breve scadenza. Per intercettare questa potenziale espansione, si possono valutare strategie long straddle o strangle che beneficiano di movimenti esplosivi in entrambe le direzioni.
Per chi opera direttamente sugli asset energetici, consigliamo di mantenere posizioni long sui futures MCX sul greggio, affiancandole a put protettive out-of-the-money. Il premio geopolitico legato allo Stretto di Hormuz è altamente volatile, il che significa che qualsiasi improvvisa svolta diplomatica potrebbe innescare una rapida correzione dei prezzi. Questo approccio bilanciato sui derivati consente di seguire il momentum rialzista mantenendo al contempo il rischio di ribasso rigidamente limitato.
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