La rupia è scesa da un massimo di due mesi, con l’USD/INR in recupero verso 94,75 dopo aver toccato 94,29 la scorsa settimana, mentre il rialzo dei prezzi del petrolio ha compensato un Dollaro USA più debole in vista dell’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) statunitense di venerdì. Il Dollar Index (DXY) cedeva lo 0,1% intorno a 98,80. Nelle prime battute, il contratto MCX Crude Oil settembre 21 è salito dello 0,6% a circa 8.818 rupie, ai massimi dal 22 maggio, rafforzando la pressione che costi energetici più elevati possono esercitare sulle valute Asia ex-Japan (AXJ). Il Brent si è portato verso il picco di luglio in area 102 dollari, con ulteriori livelli indicati a 108/110 e 117 in caso di rottura di 102, mentre nel fine settimana i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz sono stati descritti come scarsi.
L’attenzione si sposta ora sul CPI di agosto e sulle implicazioni per la Federal Reserve (Fed) e il FOMC, con lo strumento CME FedWatch che segnala una probabilità del 58,4% di un rialzo dei tassi il mese prossimo. Sul piano tecnico, l’USD/INR a 94,75 resta sotto l’EMA a 20 periodi a 95,13, mentre l’RSI è vicino a 37. Le resistenze si collocano a 95,13 e il supporto è indicato sul minimo di due mesi a 94,15.
Volatilità e pressioni del prezzo del petrolio sulla rupia
Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità più elevata nel cross USD/INR, che gravita attorno a 94,75 dopo il rimbalzo dal recente minimo di 94,29. Sebbene il Dollar Index si sia leggermente indebolito a 98,80, l’aumento dei costi energetici rappresenta un forte vento contrario per la rupia. Storicamente, l’India importa oltre l’80% del proprio fabbisogno di petrolio greggio: ciò significa che qualsiasi rialzo prolungato dei prezzi globali del petrolio pesa in modo significativo sulla valuta locale.
Con il Brent che testa la soglia dei 102 dollari al barile e con analisti tecnici che indicano potenziali obiettivi tra 108 e 117 dollari, consigliamo ai trader di coprirsi contro un’ulteriore deprezzamento della rupia. Il contratto domestico MCX sul greggio è recentemente balzato a 8.818 rupie, riflettendo una disponibilità globale limitata e l’escalation delle tensioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz. Durante shock energetici simili nel 2022, quando il Brent superò i 120 dollari, la rupia registrò forti vendite per più settimane: una dinamica che potrebbe ripetersi se le linee di approvvigionamento petrolifero restassero interrotte.
Strategie di trading e gestione del rischio in vista del CPI USA
Per strategie di breve periodo su opzioni e futures, dovremmo monitorare attentamente la resistenza dinamica chiave rappresentata dalla media mobile esponenziale a 20 periodi a 95,13. Sebbene l’Indice di Forza Relativa a 37 suggerisca che la coppia si stia avvicinando a una condizione di ipervenduto, l’impostazione fondamentale più ampia resta orientata verso una forza del Dollaro. Suggeriamo di valutare ingressi long su USD/INR o l’acquisto di call spread sui ribassi verso il livello di supporto critico a 94,15.
Il dato sull’inflazione statunitense in uscita venerdì rappresenta un evento di rischio rilevante che potrebbe rimodellare le aspettative sui tassi. Attualmente, lo strumento CME FedWatch indica una probabilità del 58,4% di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve il mese prossimo, a riflesso di persistenti preoccupazioni sull’inflazione. Suggeriamo di mantenere dimensioni di posizione conservative prima della pubblicazione, poiché un’inflazione superiore alle attese potrebbe spingere facilmente il cambio oltre la resistenza a 95,13.
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