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La rupia apre in calo: il dollaro si rafforza, il petrolio arretra e riprendono gli afflussi degli investitori istituzionali esteri in vista dei verbali del FOMC

by VT Markets
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Jul 6, 2026

La rupia ha aperto in calo, con l’USD/INR in salita a circa 95,42 mentre il dollaro si rafforzava dopo una settimana precedente debole e i mercati attendevano i verbali del FOMC di giugno, in uscita mercoledì. L’indice del dollaro (DXY) guadagnava lo 0,15% a circa 101,03, attirando acquisti dopo essere sceso intorno a 100,55 la scorsa settimana. A giugno, la Fed ha mantenuto i tassi al 3,50%–3,75%, mentre il dot plot ha mostrato nove dei 19 policymaker favorevoli a un rialzo entro fine anno; il presidente della Fed Kevin Warsh non ha fornito indicazioni prospettiche.

Il calo dei prezzi del petrolio, favorito dalla normalizzazione del traffico nei pressi dello Stretto di Hormuz, che gestisce quasi il 20% dell’offerta energetica globale, è stato indicato come un fattore di supporto per un’economia importatrice di greggio come l’India. Il contratto MCX Crude Oil luglio 20 ha ceduto lo 0,2% a ridosso di 6.550, vicino al minimo plurimensile di 6.426 segnato giovedì, mentre Citi ha stimato che il Brent potrebbe scendere a 60 dollari entro fine anno dagli attuali circa 71,50. Gli investitori istituzionali esteri (FII) venerdì sono tornati netti acquirenti, con 1.355,33 crore di rupie in azioni indiane, e SEBI punta a ridurre il collaterale per il prestito titoli quasi raddoppiando il bacino di azioni idonee a prestito e borrowing; TCS è attesa ai risultati del Nifty50 giovedì. L’USD/INR è rimasto sopra la EMA a 20 periodi a circa 94,97, con RSI vicino a 54; i supporti si collocavano a 94,97, 94,83 e 94,03, mentre la resistenza veniva indicata in area 97,11–97,10.

Prospettive USD/INR legate ai verbali del FOMC e alla guidance della Fed

Ad oggi, 6 luglio 2026, vediamo la coppia USD/INR mettere alla prova livelli più elevati in area 95,42. L’evento principale della settimana saranno i verbali del FOMC pubblicati mercoledì, che orienteranno la prossima mossa del dollaro USA. Data l’incertezza, manteniamo un approccio prudente nell’assumere posizioni direzionali importanti finché il tono della Fed non sarà più chiaro.

I recenti dati sull’inflazione statunitense, con il CPI stabile al 3,8%, supportano l’idea che la Federal Reserve resti riluttante a segnalare tagli dei tassi. Questa forza di fondo del dollaro suggerisce che eventuali flessioni dell’USD/INR potrebbero essere comprate. Monitoriamo da vicino il Dollar Index, che al momento si mantiene sopra la soglia chiave di 101,00.

Fattori di supporto per INR, volatilità di mercato e quadro tecnico

Tuttavia, riteniamo che non vadano sottovalutati i fattori di sostegno alla rupia, che potrebbero limitare un significativo rialzo della coppia. I prezzi del petrolio restano un vantaggio chiave per l’India, con il Brent vicino a 71,50 dollari al barile. Minori costi di importazione energetica migliorano direttamente la bilancia commerciale indiana e forniscono un cuscinetto alla rupia.

Il ritorno degli FII come acquirenti netti venerdì è inoltre un segnale positivo per gli asset indiani. La crescita del PIL del primo trimestre, riportata il mese scorso al 6,9%, continua ad attirare capitali esteri nel mercato azionario. Un avvio robusto della stagione delle trimestrali, a partire da TCS giovedì, potrebbe accelerare questi flussi e mettere pressione sull’USD/INR.

Dal punto di vista tecnico, la coppia resta in un uptrend di breve periodo sopra quota 94,97. Consideriamo questo livello una zona di supporto critica e una rottura al ribasso potrebbe segnalare una perdita di momentum rialzista. Per ora, valutiamo strategie che beneficiano di un movimento laterale con una lieve inclinazione rialzista, come la vendita di put out-of-the-money sotto 94,50.

Le modifiche attese da SEBI per allentare le regole sullo short-selling potrebbero introdurre maggiore volatilità bidirezionale sul mercato. Sebbene l’indice VIX indiano sia rimasto basso, queste nuove regole potrebbero cambiare la dinamica nelle prossime settimane. Cercheremo opportunità per operare su un potenziale aumento della volatilità, ad esempio tramite strategie opzionali long straddle o strangle.

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