La Reserve Bank of Australia ha dichiarato che si aspetta di essere meglio preparata per una crisi futura dopo una revisione degli strumenti di politica monetaria alternativi, secondo Bloomberg. Ha ribadito che il target del tasso di cassa (cash rate) resta il suo strumento principale e preferito, mentre altre misure potrebbero essere impiegate solo in circostanze straordinarie.
La RBA ha affermato che tali strumenti possono fornire supporto aggiuntivo ma sono più complessi e comportano rischi maggiori, e ha segnalato la possibilità di reagire più tempestivamente agli shock disinflazionistici tagliando in via preventiva il target del cash rate. La banca ha aggiunto che il principale sostegno nell’era pandemica è derivato dall’abbassamento del cash rate a livelli storicamente bassi e dal suo mantenimento, mentre misure supplementari probabilmente produrrebbero solo effetti marginali oltre ad attenuare gravi tensioni di mercato. Al momento della stesura, AUD/USD era in calo dello 0,12% a circa 0,6886, dopo una correzione che ha chiarito che il movimento si riferiva a quella coppia e non a GBP/USD.
Orientamento della RBA e implicazioni di mercato
Rileviamo che la banca centrale conferma che il cash rate è lo strumento principale, il che semplifica il nostro focus. Sta segnalando che nel prossimo rallentamento probabilmente taglierà i tassi prima e in modo più deciso. Questo suggerisce una funzione di reazione dovish a eventuali prossime notizie macroeconomiche negative.
Con il cash rate attualmente fermo al 4,10%, questa dichiarazione è particolarmente rilevante mentre osserviamo l’inflazione continuare a raffreddarsi. L’ultima lettura trimestrale del CPI è risultata al 3,0%, proprio al limite superiore della banda-obiettivo della RBA, mentre il tasso di disoccupazione è risalito leggermente al 4,3%. Queste condizioni rendono la tempistica di un potenziale cambio di rotta della politica monetaria molto sensibile ai nuovi dati.
Strategie di trading e contesto storico
Per i trader del mercato dei tassi, ciò rafforza un bias a posizionarsi per tassi più bassi in presenza di segnali di ulteriore debolezza economica. Riteniamo che opzioni che pagano nel caso in cui la RBA tagli prima di quanto il mercato si attenda appaiano sempre più interessanti. Questo è particolarmente vero considerando che la banca ha segnalato una minore propensione a fare affidamento su altri strumenti più complessi.
Questa netta preferenza per i tagli dei tassi suggerisce che il dollaro australiano potrebbe diventare più sensibile a sorprese negative sulla crescita. Con AUD/USD attualmente in area 0,6750, dovremmo valutare l’acquisto di opzioni put per coprirci da un calo marcato nel caso in cui i dati domestici deludano. Il percorso di minore resistenza per la valuta sembra orientato verso il basso qualora si materializzasse uno shock disinflazionistico.
Storicamente, la RBA non ha esitato ad agire in modo aggressivo, come durante la crisi finanziaria del 2008 quando tagliò il cash rate di 425 punti base in poco più di sei mesi. Questa storia avvalora i commenti recenti sull’agire con decisione. Pertanto, ci aspettiamo che la volatilità nei futures sui tassi a breve termine possa aumentare in prossimità delle principali pubblicazioni di dati.
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