La produzione industriale tedesca corretta per i giorni lavorativi e non destagionalizzata è tornata in territorio positivo a maggio, con il dato tendenziale in aumento allo 0,1% dal -0,5% precedente. Il passaggio segnala un modesto miglioramento della dinamica annua della produzione manifatturiera dopo un periodo di contrazione.
Su base corretta per i giorni lavorativi, l’ultima rilevazione indica che la produzione è stata marginalmente superiore rispetto allo stesso mese di un anno fa, invertendo il precedente calo. I dati suggeriscono più una stabilizzazione che un vero rimbalzo, poiché l’aumento resta vicino alla parità.
Segnali di un punto di svolta per la Germania e l’Eurozona
Il passaggio della produzione industriale tedesca da negativa a positiva è un segnale rilevante per l’Eurozona. Lo interpretiamo come un possibile raggiungimento del minimo ciclico per la principale economia del continente. Si tratta del primo dato tendenziale positivo che osserviamo da quasi un anno, elemento che suggerisce che la fase peggiore del rallentamento manifatturiero potrebbe essere alle spalle.
Riteniamo che questo giustifichi un’impostazione rialzista sulle azioni tedesche tramite derivati come i future sull’indice DAX. Questo dato industriale rafforza il recente recupero dell’indagine ZEW sul sentiment economico, salita a 15,2 il mese scorso, al livello più alto dalla fine del 2025. Ci posizioniamo per un movimento verso quota 18.000 del DAX.
Implicazioni di mercato su azioni, valute e obbligazioni
Un rafforzamento del settore industriale tedesco fornisce una motivazione fondamentale per mantenere una posizione lunga sull’euro. Stiamo valutando call su EUR/USD, poiché questi dati potrebbero indurre un tono più “hawkish” da parte della Banca Centrale Europea. Con l’ultima lettura dell’inflazione dell’Eurozona stabile al 2,5%, una forza economica persistente riduce la probabilità di tagli dei tassi nel breve periodo.
Di conseguenza, assumiamo una view ribassista sul debito governativo tedesco. Ci aspettiamo un aumento dei rendimenti sul Bund decennale dall’attuale livello del 2,6% e, pertanto, valutiamo l’acquisto di put o la vendita di future sul Bund. Storicamente, una ripresa industriale solida ha esercitato una pressione al rialzo sui rendimenti, man mano che il mercato ridimensiona i timori recessivi.
Questi dati suggeriscono che il rischio di una recessione europea profonda si è ridotto in modo significativo. Ci sentiamo a nostro agio nel vendere put out-of-the-money sui principali nomi industriali tedeschi e sullo stesso indice DAX. Guardando alla ripresa del 2017, una svolta analoga della produzione industriale ha preceduto un rally sostenuto degli asset europei nei sei mesi successivi.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.