La People’s Bank of China ha fissato mercoledì il tasso centrale USD/CNY a 6,8067, più forte rispetto al 6,8109 di martedì, ma al di sopra della stima Reuters di 6,7795. Il fixing inquadra gli scambi onshore ed è uno degli strumenti utilizzati per gestire la stabilità del cambio insieme a una politica monetaria più ampia orientata alla stabilità dei prezzi e alla crescita economica.
La PBoC è di proprietà dello Stato della Repubblica Popolare Cinese e non è quindi un’istituzione autonoma. La supervisione è definita dal Segretario del Comitato del Partito Comunista Cinese, ruolo ricoperto da Pan Gongsheng oltre a quello di governatore. L’attuazione della politica si avvale di strumenti tra cui il tasso dei reverse repo a sette giorni, la Medium-term Lending Facility, gli interventi sul mercato dei cambi e il coefficiente di riserva obbligatoria (Reserve Requirement Ratio), mentre il Loan Prime Rate funge da benchmark che si trasmette ai prezzi di prestiti, mutui e depositi e può influenzare il renminbi. La Cina consente anche l’attività bancaria privata; esistono 19 banche private, tra le maggiori i lender digitali WeBank e MYbank, e le regole introdotte nel 2014 hanno consentito a istituti domestici interamente capitalizzati da fondi privati di operare nel sistema guidato dallo Stato.
Segnale sul cambio della PBoC e contesto economico
Il fixing valutario odierno della People’s Bank of China rappresenta per noi un segnale rilevante. Fissando lo yuan su un livello più debole rispetto alle stime di mercato, la PBoC indica una preferenza per una valuta più debole a sostegno dell’economia. Questa svalutazione gestita, pur trattandosi di un movimento contenuto, suggerisce che la banca centrale stia per ora privilegiando la crescita rispetto alla forza della valuta.
Riteniamo che questa impostazione sia una risposta diretta ai più recenti dati macroeconomici. Il PMI manifatturiero ufficiale pubblicato oggi per giugno 2026 è sceso inaspettatamente a 49,5, segnalando una contrazione dell’attività industriale. Questo, unito alla persistente debolezza del settore immobiliare, dà alle autorità solide ragioni per utilizzare il cambio come strumento di policy.
Anche il contesto esterno offre alla PBoC margine di manovra. Con la Federal Reserve statunitense che mantiene un orientamento restrittivo e tassi elevati, il differenziale di tasso tra Stati Uniti e Cina resta ampio. Questa divergenza di policy esercita naturalmente pressione al ribasso sullo yuan rispetto al dollaro.
Strategia d’investimento e implicazioni per le materie prime
Alla luce di ciò, dovremmo posizionarci per un’ulteriore debolezza dello yuan nelle prossime settimane. Valutiamo l’acquisto di opzioni call sul dollaro USA contro lo yuan offshore (USD/CNH) per beneficiare di un potenziale rialzo del cambio. L’indicazione esplicita della PBoC in senso diverso rispetto alle attese di mercato suggerisce una maggiore probabilità di un trend più duraturo.
Questa strategia si estende alle materie prime, poiché uno yuan più debole riduce il potere d’acquisto della Cina per le materie prime. Di conseguenza, dovremmo mantenere cautela sui metalli industriali fortemente dipendenti dalla domanda cinese, come il rame. L’acquisto di opzioni put sui futures del rame potrebbe rappresentare una copertura efficace contro un rallentamento dell’attività di importazione cinese.
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