La People’s Bank of China ha fissato giovedì la parità centrale USD/CNY a 6,7895, leggermente più debole rispetto al 6,7889 di mercoledì e superiore alla stima Reuters di 6,7462. Il fixing orienta le contrattazioni onshore per la seduta successiva e resta uno strumento chiave per gestire la stabilità del cambio.
Gli obiettivi dichiarati della PBOC sono mantenere la stabilità dei prezzi, inclusa quella della valuta, sostenendo al contempo la crescita economica e promuovendo le riforme dei mercati finanziari. È un’istituzione statale della Repubblica Popolare Cinese, con il ruolo di segretario del comitato del Partito Comunista Cinese che esercita una forte influenza; Pan Gongsheng ricopre tale incarico oltre a quello di governatore. Tra gli strumenti di policy figurano il tasso dei reverse repo a sette giorni, la Medium-term Lending Facility, gli interventi sul mercato dei cambi e il coefficiente di riserva obbligatoria, mentre il Loan Prime Rate funge da benchmark per tassi su prestiti, mutui e risparmio. La Cina conta inoltre 19 banche private, incluse le digital lender WeBank e MYbank, e nel 2014 ha aperto il settore a intermediari controllati a livello domestico e finanziati da capitale privato.
La PBOC lascia intendere una preferenza per uno yuan più debole
Riteniamo che la decisione della People’s Bank of China di fissare il tasso centrale USD/CNY a 6,7895 — ben al di sopra della stima Reuters di 6,7462 — segnali una chiara preferenza per una valuta più debole. Questo ampio scarto di oltre 400 pips indica che Pechino è disposta a tollerare una svalutazione dello yuan per sostenere un’economia domestica in rallentamento. Gli operatori sui derivati dovrebbero reagire acquistando opzioni call USD/CNY a breve scadenza per sfruttare questa spinta rialzista nelle prossime settimane.
Strategie operative e prospettive
La nostra lettura è supportata dai recenti indicatori macro, inclusi i PMI manifatturieri cinesi rimasti in area di quasi contrazione al 49,8%. Storicamente, quando la banca centrale consente al fixing di discostarsi in modo così marcato dalle attese di mercato, spesso si anticipa una fase di indebolimento plurisetttimanale, analoga all’ondata di deprezzamento di fine 2023 quando lo yuan scivolò verso 7,30. Ci aspettiamo che questo orientamento di policy persista, mentre il governo fatica a centrare l’obiettivo di crescita annua del PIL intorno al 5%.
Per muoversi in questo contesto, consigliamo ai trader di implementare bull call spread per limitare il rischio pur posizionandosi per un aumento del cambio USD/CNY. Considerato che la volatilità implicita delle opzioni è ancora relativamente bassa, acquistare premio ora offre un profilo rischio-rendimento particolarmente favorevole. Occorre inoltre monitorare da vicino la prossima decisione sul Loan Prime Rate (LPR), poiché eventuali ulteriori tagli del benchmark alimenteranno nuove vendite di yuan nei mercati offshore dei derivati.
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