La People’s Bank of China ha fissato lunedì il tasso centrale USD/CNY a 6,8066, in lieve rialzo rispetto al fixing di venerdì a 6,8047 e sopra una stima Reuters di 6,7850. La mossa definisce il punto di riferimento ufficiale per la sessione di contrattazione onshore e inquadra la gestione quotidiana del cambio.
La PBoC, istituzione statale della Repubblica Popolare Cinese, ha il compito di mantenere la stabilità dei prezzi e sostenere la crescita economica, perseguendo al contempo riforme dei mercati finanziari. Il suo arsenale operativo include il tasso di reverse repo a sette giorni, la Medium-term Lending Facility, gli interventi sul mercato dei cambi e il coefficiente di riserva obbligatoria (Reserve Requirement Ratio), mentre il Loan Prime Rate funge da benchmark per prestiti e mutui e si trasmette anche alle condizioni del tasso di cambio del renminbi. La governance è incardinata nella struttura del Partito Comunista Cinese, con il ruolo di segretario del comitato che esercita un’influenza chiave; Pan Gongsheng ricopre attualmente tale incarico insieme a quello di governatore. La Cina consente 19 banche private, con WeBank e MYbank tra le maggiori, e nel 2014 ha aperto la porta agli istituti privati finanziati con capitale domestico.
Fixing dello yuan più debole segnala un cambio di rotta di policy
Il fixing dello yuan di oggi, più debole delle attese, è per noi un segnale rilevante. Il fixing della People’s Bank of China a 6,8066, ben sopra l’atteso 6,7850, mostra una chiara intenzione di guidare la valuta al ribasso. Questo suggerisce che, per ora, il sostegno all’economia sta prevalendo sul mantenimento di un tasso di cambio forte.
La mossa è coerente con i recenti dati macro che indicano la necessità di stimoli. A giugno 2026 la crescita delle esportazioni si è attestata su un deludente 1,2%, mentre l’indice PMI manifatturiero ufficiale NBS è sceso a 49,8, segnalando contrazione per il secondo mese consecutivo. Uno yuan più debole può rendere le esportazioni più competitive e fornire un necessario impulso all’economia.
Differenziali di tasso e strategia di trading
Dobbiamo considerare anche il persistente differenziale dei tassi d’interesse tra Cina e Stati Uniti. Con il tasso di riferimento della Federal Reserve fermo al 3,75% e il nostro Loan Prime Rate a 1 anno al 3,45%, il dollaro resta strutturalmente attraente. Questa divergenza di policy continua a esercitare una naturale pressione al ribasso sullo yuan.
Abbiamo già visto questo copione, in particolare nel 2018-2019, quando allo yuan fu consentito di superare la soglia di 7,00 per assorbire la pressione economica. L’assetto attuale appare simile, suggerendo che le autorità possano tollerare un’ulteriore svalutazione per compensare i venti contrari domestici. Il fixing di oggi probabilmente è il primo passo di questo processo.
Alla luce di ciò, riteniamo che i trader dovrebbero valutare un posizionamento per un’ulteriore debolezza dello yuan contro il dollaro nelle prossime settimane. Stiamo guardando a strumenti derivati, come le opzioni, che trarrebbero beneficio da un movimento del cambio offshore USD/CNH verso l’area di 6,85. La banca centrale ha segnalato la propria direzione ed è prudente operare in linea con tale momentum.
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