Le buste paga non agricole (nonfarm payrolls) negli Stati Uniti sono aumentate di 57.000 unità a giugno, sotto le attese di un incremento di 110.000. Il divario segnala un ritmo di creazione di posti di lavoro più debole di quanto i mercati avessero messo in conto per il mese.
La pubblicazione rafforza le evidenze che lo slancio delle assunzioni si stia raffreddando. Con una crescita dell’occupazione inferiore alle previsioni, l’attenzione è destinata a spostarsi su quanto un indebolimento della domanda di lavoro possa propagarsi all’attività economica più ampia e alle aspettative di politica monetaria.
Implicazioni per la politica della Federal Reserve e il posizionamento azionario
Consideriamo questo report sull’occupazione sorprendentemente debole, con soli 57.000 nuovi posti, come un segnale chiaro per una Federal Reserve più “dovish”. Lo scarto marcato rispetto ai 110.000 attesi probabilmente costringerà la Fed a valutare tagli dei tassi prima del previsto. I mercati dei derivati stanno già reagendo: il CME FedWatch Tool indica ora una probabilità del 75% di un taglio dei tassi entro la riunione di settembre, in forte aumento dal 30% di appena ieri.
Per gli indici azionari come l’S&P 500, stiamo valutando posizioni prudentemente rialziste nel breve periodo, ad esempio acquistando call spread per sfruttare un possibile rally di sollievo. Tuttavia, questi dati deboli sul lavoro aumentano in modo significativo il rischio di recessione; per questo riteniamo opportuno anche acquistare put out-of-the-money sull’SPX come copertura contro una correzione più marcata nelle prossime settimane. La strategia bilancia la reazione “bad news is good news” con la minaccia economica sottostante.
Prospettive su volatilità, obbligazioni e valute
Riteniamo che la volatilità di mercato sia destinata ad aumentare dagli attuali livelli contenuti. Il CBOE Volatility Index (VIX) è già salito di oltre il 15% a 16,1 oggi, e vediamo ulteriore potenziale di rialzo mentre il mercato valuta la possibilità di recessione rispetto a un “soft landing”. Stiamo acquistando opzioni call sul VIX con scadenze ad agosto e settembre per beneficiare di un atteso aumento della turbolenza.
Il mercato obbligazionario segnala chiaramente un movimento verso tassi più bassi e ci stiamo posizionando di conseguenza. Il rendimento del Treasury decennale è sceso bruscamente di 12 punti base a 3,85% immediatamente dopo la pubblicazione del report. Stiamo aprendo posizioni lunghe sui futures del Treasury Note decennale (ZN) per beneficiare di un ulteriore apprezzamento dei prezzi man mano che i rendimenti scendono per i timori di recessione.
Con l’aumento della probabilità di tagli dei tassi da parte della Fed, ci aspettiamo un indebolimento del dollaro USA contro le principali valute. Il Dollar Index (DXY) è già sceso dello 0,8% oggi, rompendo al ribasso il livello-chiave di supporto a 104. Stiamo utilizzando opzioni su ETF di coppie valutarie per andare short sul dollaro, in particolare contro yen giapponese e franco svizzero, che in genere si rafforzano nelle fasi di incertezza economica globale.
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