Il PIL dell’Ungheria è aumentato dello 0,5% su base trimestrale e dell’1,7% su base annua nel secondo trimestre, indicando una ripresa graduale che resta però vincolata da fattori strutturali. Gli economisti di ING prevedono una crescita dell’1,7% nel 2026, con i consumi delle famiglie attesi come principale motore, sostenuti dall’aumento del reddito disponibile reale e dal miglioramento della fiducia dei consumatori. Al contrario, la debolezza degli investimenti e un contributo più contenuto delle esportazioni nette dovrebbero limitare lo slancio, insieme a pressioni demografiche di lungo periodo e a uno stock di capitale stagnante.
Gli investimenti sono frenati in parte dalle revisioni e dalle sospensioni di progetti avviati dal precedente governo, anche se l’attività potrebbe irrobustirsi più avanti nell’anno qualora i prelievi dai fondi UE migliorassero i dati di fine anno. La performance dell’export potrebbe essere limitata da incertezza geopolitica, costi di produzione più elevati e potenziali interruzioni delle forniture, mentre le esportazioni nette dovrebbero pesare sulla crescita del 2026; ING segnala inoltre un effetto negativo sulla bilancia commerciale nel terzo trimestre legato a una crisi dell’energia nucleare. Più avanti, la crescita 2027–2028 è stimata intorno al 3,0%, subordinata a una domanda interna ed estera più forte, ma con limiti implicati da quasi quattro anni di stagnazione dello stock di capitale e dal peggioramento della demografia.
Prospettive Valutarie E Politica Monetaria
Ci aspettiamo che il fiorino ungherese torni sotto pressione ribassista nelle prossime settimane, rendendo particolarmente interessanti le strategie long su opzioni EUR/HUF. Sebbene i consumi interni robusti abbiano spinto le vendite al dettaglio a quasi +4% su base annua, ciò è compensato da un deficit commerciale in ampliamento per effetto delle importazioni energetiche del terzo trimestre. I trader sui derivati dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni call su EUR/HUF per posizionarsi su un possibile scivolamento verso l’area 405–410.
La Banca Nazionale d’Ungheria dovrebbe mantenere un approccio prudente, lasciando il tasso base elevato intorno al 6,5% per contrastare un’inflazione persistente. Riteniamo che pagare gli interest rate swap sull’1-year Budapest Interbank Offered Rate (BUBOR) offra in questo momento un eccellente rapporto rischio-rendimento. Questa strategia protegge da una svolta più “hawkish” dei policymaker, dato che la forte crescita salariale mantiene vischiosa l’inflazione dei servizi domestici.
Strategie Su Reddito Fisso E Mercato Azionario
Inoltre, i rendimenti dei titoli di Stato ungheresi decennali si sono mantenuti intorno al 6,7%, riflettendo headwind strutturali profondi e debolezza degli investimenti locali. Raccomandiamo operazioni di irripidimento della curva, andando short sui titoli a lunga duration e mantenendo posizioni sul debito a breve. Questo posizionamento beneficia del ritardo negli afflussi dei fondi dell’Unione Europea, che manterrà elevate le pressioni fiscali fino a fine anno.
Suggeriamo anche di utilizzare opzioni put sull’indice azionario BUX per coprire il rischio di pressione sugli utili societari dovuta alla debolezza delle esportazioni industriali. Con la domanda manifatturiera europea ancora fiacca e il settore export ungherese alle prese con colli di bottiglia nelle forniture, le aziende industriali affrontano margini in contrazione. Coprire ora i portafogli azionari può proteggere da shock guidati dall’export prima dell’avvio della stagione degli utili societari del terzo trimestre.
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