La crescita dei prestiti al settore privato nell’Eurozona è salita al 3% su base annua in giugno, al di sotto della previsione di consenso del 3,1%. Il dato indica un ritmo di espansione del credito marginalmente più debole di quanto i mercati avessero messo in conto.
In un mese che ha comunque registrato una crescita annua positiva, lo scarto rispetto alle attese inquadra le condizioni di erogazione del credito come stabili ma leggermente meno favorevoli del previsto. Non sono stati forniti ulteriori dettagli di scomposizione insieme al dato di giugno.
Politica monetaria e prospettive economiche
Con la crescita dei prestiti privati nell’Eurozona al 3% in giugno, appena sotto la stima del 3,1%, emergono segnali chiari che l’espansione del credito sta perdendo slancio. Questo lieve scostamento suggerisce che gli effetti ritardati degli alti costi di finanziamento continuano a frenare l’attività economica nei Paesi membri. Riteniamo che questo rallentamento spingerà la Banca Centrale Europea ad adottare un orientamento monetario più accomodante nelle prossime settimane.
Posizionamento di mercato su valute, obbligazioni e azioni
Per i trader di derivati valutari, consigliamo di posizionarsi per un euro più debole, in particolare sulle coppie EUR/USD. Storicamente, quando la crescita del credito delude le attese, l’euro tende a perdere terreno poiché gli operatori scontano tassi d’interesse più bassi. Valutiamo l’acquisto di opzioni put a breve scadenza sull’euro per sfruttare questa pressione ribassista.
Nel reddito fisso, ci aspettiamo che questi dati spingano al ribasso i rendimenti dei titoli di Stato, sostenendo una posizione lunga sui future del Bund tedesco. In rallentamenti del credito analoghi, come la stagnazione di fine 2023 quando la crescita dei prestiti privati oscillava vicino ai minimi storici dello 0,2%, i prezzi obbligazionari hanno registrato un forte rally. Puntiamo ai future sull’Euribor di settembre per intercettare lo spostamento del mercato verso attese di tassi più bassi.
Quanto ai derivati azionari europei, suggeriamo di coprire i portafogli con strategie difensive in opzioni sull’Euro Stoxx 50. Un credito in rallentamento può penalizzare gli utili societari, ma la prospettiva di costi di finanziamento più contenuti offre di norma una rete di sicurezza temporanea per i principali titoli. Occorre bilanciare con attenzione le posizioni, monitorando da vicino i prossimi dati degli indici dei direttori degli acquisti (PMI) manifatturieri per valutare la profondità del rallentamento.
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