La produzione industriale argentina destagionalizzata (N.S.A.) si è contratta del 5,7% su base annua a maggio, peggiorando rispetto al calo del 2,8% della rilevazione precedente. L’ultimo dato indica un’accelerazione del ritmo di indebolimento dell’attività manifatturiera nel corso del mese.
Il deterioramento estende il trend negativo della serie, con maggio che registra una flessione annua più ampia rispetto a quanto precedentemente segnalato. La pubblicazione offre un’istantanea aggiornata delle condizioni del settore industriale argentino, misurate su base N.S.A.
Implicazioni macroeconomiche e valutarie
Valutiamo l’accelerazione del calo della produzione industriale in Argentina, da -2,8% a -5,7% su base annua, come un forte segnale ribassista per l’economia. Questo peggioramento suggerisce che gli utili societari e l’attività economica complessiva saranno sottoposti a una pressione significativa nella seconda metà dell’anno. Il dato rafforza la nostra view secondo cui la recessione si sta approfondendo.
Questa debolezza economica probabilmente eserciterà ulteriore pressione al ribasso sul peso argentino (ARS). Con i recenti dati della banca centrale di giugno 2026 che mostrano un ulteriore drenaggio delle riserve valutarie, riteniamo che la valuta sia sempre più vulnerabile. Stiamo quindi valutando di incrementare posizioni corte sull’ARS contro il dollaro USA tramite contratti forward non-deliverable (NDF).
Mercati azionari e rischi sul debito sovrano
Per il mercato azionario, questo rallentamento rappresenta una minaccia diretta alla redditività delle società industriali quotate sull’indice Merval. L’ETF MSCI Argentina ha già registrato un calo del 4% nell’ultimo mese e ci aspettiamo che il trend prosegua man mano che le stime sugli utili vengono riviste al ribasso. Stiamo valutando l’acquisto di opzioni put sui principali titoli argentini come strategia per beneficiare di attesi ribassi dei prezzi.
L’aumento delle tensioni sull’economia accresce inoltre il rischio percepito di un evento sul debito sovrano. Storicamente, una contrazione economica marcata in Argentina ha provocato un’impennata degli spread dei credit default swap (CDS) del Paese. Prevediamo che i rendimenti obbligazionari saliranno nelle prossime settimane, poiché gli investitori richiederanno un premio maggiore per detenere debito argentino.
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