Il saldo commerciale dell’Australia è passato a un deficit di 3.018 milioni di dollari australiani (A$) su base mensile a maggio, invertendo l’avanzo di 1.383 milioni registrato in precedenza (rivisto da 1.791 milioni) e risultando inferiore alle attese di consenso del mercato, che indicavano un surplus di 2.200 milioni, secondo l’Australian Bureau of Statistics. Le esportazioni sono scese del 6,9% m/m dopo un aumento del 7,2%, mentre le importazioni sono cresciute del 2,6% m/m rispetto al +0,2% di aprile (rivisto da +0,8%). Dopo la pubblicazione, il dollaro australiano ha ceduto leggermente, con AUD/USD a 0,6890, in calo dello 0,02% nella giornata.
Sul fronte dei prezzi, AUD/USD è rimasto sotto la banda mediana di Bollinger a 20 giorni e sotto la media mobile a 100 giorni, mentre la banda superiore di Bollinger si collocava in area 0,7115. L’RSI (14) era intorno a 32, appena sopra la zona di ipervenduto. Un supporto è stato individuato in prossimità della banda inferiore di Bollinger, in area 0,6845. Le resistenze erano indicate approssimativamente a 0,6980, poi 0,7074 e di nuovo vicino a 0,7115.
Deficit commerciale e debolezza dell’export pesano sul dollaro australiano
L’improvviso passaggio a un deficit commerciale di circa 3 miliardi di A$ a maggio rappresenta un segnale nettamente ribassista per il dollaro australiano. Il movimento è stato determinato da un marcato calo del 6,9% delle esportazioni, mentre le importazioni sono aumentate, un’indicazione di domanda estera in indebolimento e, al contempo, di una spesa interna ancora resiliente. A nostro avviso, questo dato a sorpresa consolida una view negativa su AUD/USD nelle prossime settimane.
La flessione dell’export non avviene in modo isolato. I prezzi del minerale di ferro, voce chiave dell’export australiano, sono scesi di oltre l’8% nell’ultimo mese, scivolando sotto i 105 dollari per tonnellata. Il quadro è stato ulteriormente appesantito dai recenti dati che mostrano il Caixin PMI manifatturiero della Cina in calo a 50,9, segnalando un rallentamento della crescita nel principale partner commerciale dell’Australia.
Il dato offre un argomento solido alla Reserve Bank of Australia per mantenere un orientamento accomodante. Con il cash rate fermo al 4,35% e un’inflazione in attenuazione, la probabilità di un ulteriore rialzo dei tassi nel 2026 si sta rapidamente riducendo. Ciò erode un importante pilastro di sostegno per la valuta e sposta l’outlook di policy a sfavore dell’Aussie.
Strategia tecnica e precedente storico
In questo contesto, riteniamo interessante acquistare opzioni put su AUD/USD per posizionarsi su un’ulteriore discesa. La strategia consente di partecipare a un movimento verso il supporto tecnico in area 0,6845, definendo con chiarezza il rischio massimo. La volatilità implicita resta su livelli moderati, rendendo questa una modalità efficiente per esprimere una view direzionale.
Per chi adotta un approccio meno aggressivo, appare interessante la vendita di call out-of-the-money o l’implementazione di bear call spread. Questo permette di beneficiare del mantenimento di AUD/USD al di sotto della resistenza significativa in area 0,6980. Il grafico tecnico evidenzia una presenza importante di offerta in quell’area, configurando una zona ad alta probabilità per questo tipo di operatività.
Guardando al passato, questa configurazione richiama il 2018, quando le preoccupazioni sul commercio globale e il calo dei prezzi delle materie prime hanno pesato sulla valuta. In quel periodo, un deterioramento simile del saldo commerciale ha preceduto una discesa plurimensile di AUD/USD. La storia suggerisce che un cambiamento fondamentale di questo tipo non dovrebbe essere ignorato.
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