La Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere invariato il tasso di riferimento al 2,25% nella riunione di giovedì, dopo l’aumento di 25 pb di giugno, ampiamente preannunciato. Si prevede che il Consiglio direttivo confermi un approccio dipendente dai dati e deciso riunione per riunione e, in assenza di nuove proiezioni macroeconomiche, il segnale dipenderà verosimilmente dalle prossime letture su inflazione e crescita. Gli indicatori dell’IPC dell’Eurozona stanno viaggiando leggermente sotto la previsione di base della BCE, mentre il rimbalzo dei prezzi energetici resta ancora al di sotto dell’ipotesi dello scenario centrale.
Il pricing di mercato resta hawkish. La curva degli swap sconta integralmente un rialzo di 25 pb a settembre e oltre 50 pb di restrizione monetaria nei prossimi dodici mesi, portando il tasso al 2,75%. Tale livello si collocherebbe vicino alla parte alta dell’intervallo di neutralità stimato dalla BCE, pari a 1,75%–3,00%. Con l’economia dell’Eurozona ancora al di sotto del potenziale, una politica più restrittiva è vista come un fattore che limita il rischio di ribasso dell’euro più che generare guadagni solidi, poiché potrebbe aumentare la probabilità di una revisione al ribasso delle aspettative sui tassi BCE.
Prospettive BCE e contesto macro dell’Eurozona
Ci aspettiamo che la Banca Centrale Europea mantenga il tasso chiave al 2,25% questo giovedì, dopo il rialzo di 25 punti base di giugno. Poiché l’inflazione dell’Eurozona sta attualmente leggermente al di sotto delle proiezioni baseline della banca centrale, è altamente probabile che i policymaker restino ancorati a un approccio dipendente dai dati, improntato all’attesa e alla valutazione. Questa pausa implica che i trader in derivati dovrebbero prepararsi a una fase di consolidamento, più che a un breakout marcato dell’euro.
Al momento, il mercato degli swap sta prezzando in modo aggressivo un rialzo a settembre e oltre 50 punti base di inasprimento complessivo nel prossimo anno, il che porterebbe i tassi al 2,75%. Tuttavia, con la crescita dell’Eurozona che resta fiacca, appena allo 0,2% negli ultimi trimestri, l’economia opera ancora ben al di sotto del suo pieno potenziale. Riteniamo che questa debolezza renda fragili tali aspettative di rialzi aggressivi e soggette a revisioni al ribasso.
Strategie di trading e implicazioni di mercato
Per i trader di derivati, questo contesto suggerisce che il ribasso dell’euro contro il dollaro USA è ampiamente protetto, mentre il potenziale di rialzo resta rigidamente limitato. Invece di acquistare call sull’euro, raccomandiamo di vendere put out-of-the-money o di utilizzare strategie in opzioni su range, come gli iron condor. I dati storici mostrano che quando la BCE mette in pausa vicino alla parte alta del proprio intervallo di neutralità—stimato tra 1,75% e 3,00%—il cambio EUR/USD tende a muoversi in bande strette e relativamente prevedibili.
Statistiche recenti sul mercato valutario mostrano che la volatilità implicita su EUR/USD è scesa vicino ai minimi annui, segnalando un mercato che non si attende movimenti esplosivi. Inoltre, il posizionamento netto long sull’euro tra i fondi a leva ha iniziato a ridursi, confermando che l’appetito per un forte rally dell’euro sta diminuendo. Concentrandosi su strategie di incasso premio nelle prossime settimane, è possibile capitalizzare su un mercato lento e incanalato in un trading range.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.