La BCE ha lasciato i tassi invariati il 23 luglio e ha ribadito un approccio “wait and see”, vincolando eventuali ulteriori mosse alla durata dei prezzi del petrolio elevati e alle prospettive d’inflazione. L’inflazione dell’Eurozona, scesa leggermente sotto il target a inizio 2026, ha accelerato da marzo dopo il blocco petrolifero nel Golfo, per poi raffreddarsi più del previsto il mese scorso al 2,8% in seguito al primo rialzo dei tassi in tre anni. I mercati guardano ora al PIL flash del 2° trimestre del 30 luglio, con attese iniziali di 0,1%, e all’inflazione flash del 31 luglio, per cui le prime stime indicano circa il 3%: entrambi i dati orienteranno il pricing di un possibile intervento a settembre verso il 2,65%.
La crescita resta debole, con tre trimestri di stagnazione o quasi-stagnazione dal 2023, complicando i trade-off di politica monetaria rispetto agli Stati Uniti. In EUR/GBP, l’euro ha ceduto dopo la riunione, con supporto in area 84,7 pence in prossimità del ritracciamento di Fibonacci al 61,8% e con la SMA a 20 giorni intorno a 85,2 pence come ostacolo di brevissimo; la resistenza è vista poco sopra 86 pence vicino al 38,2% di Fibonacci. EUR/JPY ha segnato un massimo di circa tre mesi il 23 luglio, spingendosi fino a poco sotto ¥188, mentre sono emersi segnali di ipercomprato; le SMA più vicine si concentrano attorno a ¥185,30 e la SMA a 200 giorni ha tenuto il 24 giugno e il 2 luglio.
Rischi di volatilità e outlook macro dell’Eurozona
Consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità significativa nelle prossime settimane, mentre il mercato assorbe la recente pausa sui tassi della BCE. Il PIL flash dell’Eurozona del 2° trimestre del 30 luglio e l’inflazione flash del 31 luglio saranno i principali catalizzatori per l’euro. Questi report determineranno se il mercato continuerà a prezzare un rialzo a settembre al 2,65%.
Sebbene l’inflazione dell’Eurozona sia scesa al 2,8% il mese scorso, le previsioni attuali suggeriscono un possibile rimbalzo al 3,0% per via delle persistenti preoccupazioni sull’offerta energetica. Il tutto si accompagna a un’economia dell’Eurozona stagnante, con una crescita del PIL nel 2° trimestre attesa appena allo 0,1% dopo più trimestri di crescita prossima allo zero. Riteniamo che questa marcata minaccia di stagflazione renderà la BCE molto riluttante a ulteriori rialzi dei tassi.
Outlook tecnico per EUR/GBP e EUR/JPY
Per quanto riguarda EUR/GBP, ci attendiamo che il recente slancio rialzista del cross perda vigore, poiché i dati migliori del Regno Unito su crescita e occupazione favoriscono la sterlina. Sul piano tecnico, il cambio incontra una resistenza dinamica sulla SMA a 20 giorni a £0,852, mentre il supporto chiave resta solido al livello di Fibonacci del 61,8% a £0,847. Se il cross non riuscisse a superare la resistenza, ci aspettiamo un ritorno verso il supporto, soprattutto con la riunione della Bank of England in calendario la prossima settimana.
Su EUR/JPY, monitoriamo il cross in prossimità di un massimo a tre mesi poco sotto ¥188, sostenuto dalla riluttanza della Bank of Japan a inasprire la politica monetaria. Tuttavia, con gli indicatori di momentum che segnalano condizioni di forte ipercomprato, vediamo una concreta possibilità di un pullback di breve periodo. Qualsiasi correzione al ribasso è molto probabile trovi un “cuscinetto” di supporto in area ¥185,30, dove si concentrano medie mobili ravvicinate.
Nelle prossime settimane raccomandiamo di negoziare i cross sull’euro con limiti di rischio ben definiti e di concentrarsi su strategie di breakout attorno alle pubblicazioni del 30-31 luglio. Storicamente, fasi di stagnazione della crescita combinate con picchi d’inflazione innescano oscillazioni valutarie brusche e irregolari. Restare agili consente di cogliere repentini cambiamenti nelle aspettative di politica monetaria sia per la BCE sia per la Bank of Japan.
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