Gli acquisti netti di oro da parte delle banche centrali sono saliti da una media di 473 tonnellate l’anno tra il 2010 e il 2021 a quasi 1.000 tonnellate negli ultimi quattro anni. Mentre le istituzioni dei mercati emergenti hanno guidato l’accumulo, la Corea del Sud ha delineato un nuovo approccio: la Bank of Korea ha definito un quadro per acquistare oro prodotto a livello domestico dai minatori locali ai prezzi spot internazionali e ha anche iniziato ad acquistare quote di ETF sull’oro. L’ultima aggiunta alle riserve risale a 13 anni fa e oggi detiene poco più di 104 tonnellate, circa l’1,1% delle riserve totali, con la Korea Exchange e la Korea Securities Depository pronte a facilitare le operazioni e LS MnM nonché Korea Zinc a fornire metallo idoneo.
I minatori producono 4-5 tonnellate l’anno, con acquisti da effettuare quando le condizioni di mercato e di gestione delle riserve lo consentiranno, e il regolamento in won è concepito per evitare di attingere alle riserve in valuta estera; lo stoccaggio dovrebbe avvenire in Corea del Sud, mentre la maggior parte delle disponibilità esistenti si trova a Londra. Il precedente ciclo di acquisti del Paese vide l’oro toccare un picco a 1.920 dollari l’oncia nel settembre 2011 prima di scendere a 1.180 dollari nel 2013, un calo del 38%, con perdite non realizzate che nel 2015 arrivarono a 1,8 trilioni di won; le 90 tonnellate acquistate allora oggi valgono circa 7 miliardi di dollari in più rispetto al costo d’acquisto. A livello globale, le banche centrali hanno aggiunto 863 tonnellate lo scorso anno, in calo del 21% su base annua, dopo il record del 2022 di 1.136 tonnellate (il più alto dal 1950), e la BCE ha dichiarato il mese scorso che l’oro ha superato i Treasury USA come principale asset di riserva.
Implicazioni di trading della domanda di oro delle banche centrali
Raccomandiamo ai trader di derivati di privilegiare con decisione posizioni long sull’oro nelle prossime settimane, dopo la decisione cruciale della Bank of Korea di riprendere gli acquisti di oro per la prima volta in 13 anni. Questo cambio strategico da parte di una grande economia avanzata, che intende acquistare offerta domestica ed ETF sull’oro, segnala un “pavimento” strutturale per i prezzi globali dell’oro. Con l’offerta fisica sottratta direttamente alle raffinerie locali, il mercato globale si troverà di fronte a una minore disponibilità liquida, creando un contesto rialzista per gli strumenti derivati.
Va considerata la portata della domanda globale delle banche centrali, che ha superato 1.037 tonnellate nel 2023 ed è rimasta vicino ai livelli storici nel 2024 e nel 2025. Questo incessante acquisto istituzionale ha contribuito a spingere i prezzi dell’oro su massimi record, con scambi recentemente in modo costante sopra 2.400 dollari l’oncia. Con grandi istituzioni che sostituiscono attivamente i Treasury USA con l’oro come principale asset di riserva, la pressione strutturale al rialzo è di fatto garantita.
Strategie in opzioni e gestione del rischio
Per le prossime settimane, suggeriamo di utilizzare bull call spread sui futures sull’oro o sulle opzioni GLD per catturare il potenziale rialzo gestendo al contempo il costo del premio. La volatilità implicita potrebbe aumentare con il perdurare delle tensioni geopolitiche, rendendo particolarmente attraenti le strategie a rischio definito. I trader dovrebbero puntare a scadenze tra tre e sei mesi, per consentire a questa pressione d’acquisto istituzionale di emergere pienamente sul mercato.
Anche in presenza di correzioni di breve periodo, i dati storici mostrano che l’accumulo di lungo termine da parte delle banche centrali protegge dal rischio di ribassi prolungati. Sconsigliamo di andare short sull’oro in presenza di piccoli breakdown tecnici, poiché qualsiasi flessione è molto probabilmente destinata a essere acquistata in modo aggressivo dai gestori delle riserve in cerca di alternative al dollaro USA. Piuttosto, i trader dovrebbero considerare ogni debolezza di breve termine come un’opportunità per acquistare opzioni call a strike più convenienti.
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