Bloomberg ha riportato che la Bank of Japan (BoJ) sarebbe orientata verso un aumento di 25 punti base del tasso di riferimento nella riunione di due giorni che si conclude il 18 settembre, citando rischi sui prezzi orientati al rialzo, pur mantenendo flessibilità sul futuro percorso di politica monetaria. Il mandato della banca centrale è la stabilità dei prezzi, definita come un’inflazione intorno al 2%, insieme all’emissione di banconote e alla conduzione del controllo valutario e monetario.
Il Giappone ha adottato una politica monetaria ultra-espansiva nel 2013 tramite il Quantitative and Qualitative Easing (QQE), utilizzando creazione di moneta per acquistare attività come titoli di Stato e obbligazioni societarie, al fine di immettere liquidità. Nel 2016 ha aggiunto tassi negativi e ha iniziato a controllare il rendimento del titolo di Stato decennale, prima di alzare i tassi nel marzo 2024 e iniziare a fare marcia indietro rispetto a quell’impostazione. Il prolungato stimolo ha indebolito lo yen, dinamica intensificatasi nel 2022 e 2023 con l’ampliarsi della divergenza di politica monetaria rispetto ad altre banche centrali che alzavano i tassi per contrastare un’inflazione ai massimi da decenni, quindi parzialmente invertita nel 2024 dopo l’allontanamento dalle condizioni ultra-accomodanti. Lo yen più debole e i prezzi globali dell’energia più elevati hanno spinto l’inflazione sopra l’obiettivo del 2%, con prospettive salariali in aumento che hanno ulteriormente alimentato le pressioni sui prezzi.
Implicazioni di mercato di un rialzo dei tassi della BoJ
Stiamo monitorando da vicino la prossima riunione della Bank of Japan, in chiusura il 18 settembre, in cui i decisori sarebbero orientati ad aumentare il tasso di riferimento di un quarto di punto. Con i rischi sui prezzi sbilanciati verso l’alto, riteniamo che i trader di derivati debbano prepararsi a un cambiamento significativo sugli asset denominati in yen nelle prossime settimane. La mossa attesa rappresenta un ulteriore passo deciso lontano dalla politica monetaria ultra-espansiva durata un decennio, che in precedenza aveva pesato sulla valuta.
Occorre ricordare come le precedenti fasi di irrigidimento abbiano scosso i mercati globali, ad esempio a metà 2024 quando un rialzo dei tassi allo 0,25% innescò un massiccio smontaggio del carry trade in yen. Quello shock di mercato fece crollare il Nikkei 225 di oltre il 12% in una sola seduta e spinse l’indice di volatilità VIX oltre quota 65. I trader di derivati dovrebbero attendersi episodi analoghi di improvvise strette di liquidità e adeguare i limiti di leva in vista dell’annuncio.
Strategie su derivati e mercato obbligazionario
Per gestire questa volatilità, consigliamo di utilizzare opzioni valutarie per coprirsi o trarre beneficio da un rapido rafforzamento dello yen. L’acquisto di opzioni call a breve scadenza out-of-the-money sul JPY contro USD potrebbe offrire un profilo di payoff interessante se il rialzo dei tassi dovesse innescare un rapido short squeeze. Poiché la recente valutazione delle opzioni potrebbe sottostimare questo rischio di coda, costruire ora queste posizioni ci offre un vantaggio tattico.
Sul fronte del reddito fisso, suggeriamo un posizionamento per rendimenti più elevati tramite short sui future sui Japanese Government Bond (JGB) oppure entrando in payer swap. Il rendimento del JGB decennale è stato sotto pressione al rialzo e un rialzo dei tassi probabilmente spingerebbe i rendimenti ancora più in alto, mentre la banca centrale riduce l’intensità degli acquisti di obbligazioni. Il trading sul restringimento dello spread di rendimento tra JGB e Treasury USA resta un focus primario della nostra strategia macroeconomica questo mese.
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