L’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) del Giappone è aumentato del 2,1% su base annua a settembre, in rialzo dall’1,9%, secondo quanto comunicato dallo Statistics Bureau of Japan. Anche la misura core che esclude gli alimentari freschi è salita al 2,1% dall’1,8%, con il dato precedente rivisto all’1,7%, risultando in linea con il consenso. Un indicatore più ristretto, che esclude alimentari freschi ed energia, ha accelerato al 2,4% dal 2,0%, dopo che la lettura precedente era stata rivista dall’1,9%.
Reazione dei mercati ai dati sull’inflazione
Sui mercati, lo yen si è rafforzato dopo la pubblicazione, con USD/JPY in calo dell’1,00% nella giornata a 156,55.
Misurare l’inflazione e le sue implicazioni
L’inflazione viene monitorata attraverso le variazioni di prezzo di un paniere rappresentativo di beni e servizi, di norma riportate su base mensile (MoM) e annua (YoY), mentre l’inflazione core esclude le componenti più volatili come alimentari ed energia. Il CPI è la misura standard utilizzata da economisti e banche centrali: valori superiori al 2% sono spesso associati a tassi di interesse più elevati, una dinamica che può sostenere una valuta e aumentare il costo opportunità di detenere oro.
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