Marine Le Pen ha dichiarato che si candiderà alle presidenziali francesi del 2027 dopo una decisione del tribunale, uno sviluppo che secondo ING difficilmente modificherà la valutazione dell’euro nel breve periodo, dato che i mercati sembrano già scontare una vittoria del Rassemblement National ad aprile. Pur con la possibilità che i titoli di Stato francesi attraversino fasi di stress intermittente tramite movimenti degli OAT legati a preoccupazioni fiscali, lo scenario di base della banca è che il partito eviterebbe di destabilizzare il mercato obbligazionario prima del voto, lasciando quindi nessun premio politico incorporato nelle sue previsioni sull’euro.
Con il calendario macro dell’area euro vuoto e solo pochi interventi di esponenti BCE in agenda, ING vede catalizzatori immediati limitati, pur segnalando un lieve sbilanciamento al ribasso per EUR/USD e affermando che un calo sotto 1,140 è plausibile questa settimana. In Svezia, l’inflazione di giugno è stata vicina alle attese: il CPIF headline si è attestato all’1,3%, mentre il CPIF al netto dell’energia allo 0,4%, con i tagli dell’IVA sugli alimentari che continuano a frenare i prezzi e le pressioni di fondo restano contenute. EUR/SEK è visto mantenersi sopra 11,00 più a lungo prima di scendere gradualmente dalla fine dell’estate verso fine anno, in collegamento a una ri-valutazione più dovish della curva dei Fed funds.
Scenario politico francese e outlook su EUR/USD
Riteniamo che gli sviluppi politici francesi, inclusa la candidatura di Marine Le Pen alle presidenziali del 2027, siano per ora in larga misura già prezzati nell’euro. Lo spread tra i titoli di Stato francesi a 10 anni e i Bund tedeschi resta stabile intorno a 50 punti base, ben al di sotto dei livelli di crisi superiori a 150 punti base visti nel 2011, a indicare che i mercati obbligazionari non sono in modalità panico. Per questo motivo, non incorporiamo alcun premio politico specifico nelle nostre previsioni immediate sull’euro.
I rischi per EUR/USD restano orientati al ribasso nel breve termine, con un movimento sotto 1,0800 del tutto possibile. I recenti dati sull’occupazione negli Stati Uniti hanno mostrato un lieve raffreddamento del mercato del lavoro, aumentando il pricing di mercato per un taglio dei tassi della Federal Reserve a oltre il 60% entro fine anno, mentre l’inflazione HICP dell’area euro è appena uscita su un ostinato 2,3%. Questa divergenza di policy dovrebbe continuare a pesare sul cambio.
Per i trader, ciò suggerisce che acquistare opzioni put su EUR/USD con strike intorno a 1,0750 potrebbe essere una strategia prudente per coprirsi o per speculare su ulteriori ribassi. La volatilità implicita è stata moderata, rendendo il costo di tali opzioni relativamente interessante per posizionarsi nelle prossime settimane. Saremmo cauti nel vendere volatilità, considerato il potenziale per headline politiche inattese.
Trend dell’inflazione svedese e prospettive per EUR/SEK
In Svezia, il quadro dell’inflazione resta sotto controllo, con gli ultimi dati CPIF che mostrano un tasso annuo dell’1,8%, ancora sotto il target del 2% della Riksbank. Questa moderazione delle pressioni sui prezzi suggerisce che la banca centrale svedese probabilmente resterà in pausa, limitando la forza autonoma della corona. Ciò sostiene la nostra view secondo cui EUR/SEK può permanere sopra 11,30 ancora per un po’.
Prevediamo che EUR/SEK inizi una graduale discesa verso la fine dell’estate, trainata principalmente da una svolta più dovish della Federal Reserve statunitense, che tende a favorire le valute più piccole. I trader potrebbero valutare la vendita di contratti forward su EUR/SEK con consegna a fine terzo trimestre oppure strutturare spread in opzioni in ottica ribassista per posizionarsi verso un movimento in area 11,10 entro fine anno. Questa strategia consente di capitalizzare il trend atteso mentre il cross resta su livelli elevati.
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