Michiel Tukker di ING si attende che la Banca centrale europea lasci invariato il tasso sui depositi al 2,25% nella prossima riunione, mentre un rialzo a settembre viene considerato probabile con l’aumento dei prezzi del petrolio. I mercati prezzano circa 23 pb, anche perché in passato la BCE ha teso ad anticipare (telegraph) le mosse, riducendo la probabilità di un cambiamento immediato quando per questo meeting non è attualmente prezzato alcun rialzo.
Le aspettative d’inflazione di più lungo periodo vengono descritte come ben ancorate vicino al target, con lo swap d’inflazione a 10 anni al 2,2% dopo la risalita legata al petrolio più caro. Con pochi nuovi dati d’inflazione a supporto di un irrigidimento nel breve, il posizionamento di mercato attuale implica già quasi tre rialzi nei prossimi dodici mesi, lasciando poco spazio a ulteriori riprezzamenti. Una mossa da 25 pb nella prossima riunione è considerata un rischio di coda, ma sarebbe più probabilmente interpretata come un anticipo del rialzo di settembre piuttosto che come un cambio più ampio dell’orientamento di politica monetaria.
Percorso dei tassi BCE e driver dell’inflazione
Dovremmo attenderci che la Banca centrale europea mantenga invariato il tasso sui depositi al 2,25% nella prossima riunione, ma i trader sui derivati devono prepararsi a un rialzo a settembre. Con il Brent intorno a 83 dollari al barile e la volatilità energetica ancora elevata, le pressioni inflazionistiche stanno tornando a rafforzarsi. Di conseguenza, i mercati hanno già prezzato per settembre circa un aumento di 23 punti base, rendendo molto rischiose eventuali scommesse dovish nell’immediato.
Sconsigliamo di mettersi contro l’attuale pricing di mercato improntato al restrittivo, dato che nei prossimi dodici mesi sono già prezzati quasi tre rialzi dei tassi. I tassi swap d’inflazione dell’area euro sul decennale si collocano intorno al 2,2%, a conferma che le aspettative di lungo periodo restano per ora relativamente ben ancorate. Tuttavia, il posizionamento di breve suggerisce che un eventuale calo improvviso del petrolio potrebbe “frustare” rapidamente i trader che tentano di anticipare un allentamento della politica monetaria.
Gestione del rischio e posizionamento tattico
Esiste un contenuto rischio di coda di un rialzo inatteso di 25 punti base nella prossima riunione. Se ciò accadesse, ci aspettiamo che il mercato lo interpreti semplicemente come un anticipo della mossa di settembre, più che come l’avvio di un ciclo di irrigidimento più aggressivo. I trader sui derivati dovrebbero concentrarsi sul mantenimento di posizioni neutrali o lievemente restrittive, utilizzando opzioni per proteggersi da improvvisi picchi guidati dal petrolio.
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