L’indice CPI complessivo della Nuova Zelanda per il 2° trimestre è atteso a +1,4% t/t contro la proiezione della Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) di +1,6%, dopo il +0,9% del 1° trimestre. Su base annua, il CPI è visto a +4,0% a/a rispetto alla stima della RBNZ di +4,2%, in accelerazione dal +3,1% del 1° trimestre. Con l’inflazione ancora sopra il target e aspettative di crescita domestica più solide, lo scenario suggerisce un ulteriore irrigidimento monetario oltre la mossa di luglio.
Il pricing di mercato nei swap implica rialzi per 50 pb entro fine anno e 100 pb di tightening nei prossimi 12 mesi, portando l’Official Cash Rate (OCR) al 3,50%. Ciò collocherebbe il tasso di policy vicino alla parte alta dell’intervallo di neutralità stimato dalla RBNZ, tra il 2,20% e il 4,10%. Alla riunione dell’8 luglio, la RBNZ ha alzato l’OCR di 25 pb al 2,50%, il primo aumento in tre anni, segnalando che ulteriori rialzi sono probabili nelle prossime riunioni.
Prospettive hawkish della RBNZ e le ragioni per un NZD più forte
Muovendoci sui mercati a fine luglio 2026, vediamo solide ragioni per posizionarsi su un Dollaro neozelandese più forte nelle prossime settimane. I dati macro più recenti mostrano che l’inflazione in Nuova Zelanda rimane ostinata, spingendo la Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) a mantenere un’impostazione hawkish. Con la crescita dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) che continua a mantenersi sopra il range obiettivo della banca centrale, ulteriori rialzi dei tassi appaiono altamente probabili.
A supporto di questa view, guardiamo all’attuale pricing nel mercato degli swap, che sconta un significativo irrigidimento nei prossimi dodici mesi. Storicamente, quando la RBNZ avvia un ciclo di rialzi aggressivo, il NZD tende a sovraperformare i pari, soprattutto contro valute i cui istituti centrali sono in pausa. Per i trader in derivati, questo contesto crea un’opportunità ideale per acquistare opzioni call sul NZD o aprire posizioni long su NZD/USD.
Strategie per sfruttare il momentum del NZD
Raccomandiamo inoltre di monitorare i futures sui tassi a breve, poiché eventuali sorprese al rialzo sulla crescita interna spingeranno rapidamente i rendimenti verso l’alto. È atteso un aumento della volatilità in vista delle prossime riunioni di politica monetaria, rendendo particolarmente interessanti strategie strutturate in opzioni come i bull call spread. Sfruttando queste strategie fin d’ora, possiamo capitalizzare il momentum rialzista del dollaro kiwi limitando al contempo il rischio di ribasso.
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