L’inflazione CPI indiana di settembre è salita al 5,5% su base annua dal 4,8% di agosto, leggermente sotto il consenso Bloomberg al 5,6% e al livello più alto da dicembre 2024. I prezzi alimentari hanno guidato l’aumento, ma le pressioni sui prezzi sono state descritte come in ampliamento; l’inflazione headline dovrebbe superare la banda-obiettivo del 2–6% della Reserve Bank of India già a partire da ottobre. La RBI prevede un’inflazione media al 6,0% nel 4° trimestre 2026 e ha alzato la stima per l’anno fiscale 2026–2027 al 5,2% dal 5,0%, citando rischi al rialzo legati a prezzi del petrolio elevati, debolezza della INR e piogge più scarse associate a El Niño.
Con i rischi inflattivi orientati verso l’alto, la banca centrale avrebbe margine per alzare i tassi di 25 pb al 5,75% nella riunione del 4 dicembre, con un ulteriore +25 pb possibile nel 1° trimestre 2027 con un approccio di irrigidimento calibrato. Sul mercato valutario, USD/INR è sceso di quasi l’1,0% a 95,78 dopo l’annuncio da parte della RBI di misure di supporto, tra cui una facility speciale in USD per le compagnie petrolifere statali (oil marketing companies) e un taglio del limite per i derivati sulla INR senza attività sottostante a 5 milioni di dollari da 100 milioni. È stata inoltre introdotta una Foreign Exchange Risk Reserve, che richiede il deposito presso la RBI del 20% del valore nozionale per ciascun derivato FX sopra i 2 milioni di dollari: una misura che potrebbe aumentare i costi di copertura per gli importatori, mentre USD/INR è visto in attenuazione verso 94–96.
Implicazioni di politica monetaria e strategie di trading
Una lettura dell’inflazione al 5,5% per settembre porta le pressioni sui prezzi pericolosamente vicino alla soglia superiore del 6%, rendendo un irrigidimento della politica monetaria nel breve termine una possibilità concreta. Con l’inflazione prevista in media al 6,0% nell’ultimo trimestre del 2026, suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a una Reserve Bank of India più “hawkish”. Assumere posizioni “paid” sugli Overnight Indexed Swap in vista della riunione del 4 dicembre consente di beneficiare dell’atteso rialzo di 25 punti base al 5,75%.
Le misure valutarie aggressive della banca centrale, inclusa la richiesta del 20% di Foreign Exchange Risk Reserve, hanno modificato in modo sostanziale il costo della copertura valutaria. Poiché gli importatori affrontano costi più elevati sulle posizioni di dimensioni maggiori, i volumi sui forward OTC potrebbero comprimersi, spingendo liquidità verso contratti standardizzati negoziati in borsa. Ci aspettiamo che USD/INR si muova nel breve nel range 94–96, rendendo efficaci posizioni short sui futures o put spread ribassisti per catturare questo ritracciamento temporaneo da 95,78.
Impatto sul mercato delle commodity e copertura dall’inflazione
Con i prezzi del greggio elevati e i persistenti pattern meteo legati a El Niño che minacciano la produzione alimentare, i rischi inflattivi più ampi restano orientati al rialzo. Storicamente, in India shock di offerta su energia e prodotti agricoli hanno generato spillover dei prezzi persistenti su più trimestri. Raccomandiamo di costruire posizioni lunghe in call options “upside” su derivati su commodity per coprirsi da ulteriori rialzi inflattivi generalizzati prima della fine dell’anno.
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