Alphabet ha riportato un utile per azione (EPS) di 9,11 dollari, superiore di 6,11 dollari rispetto al consenso di Wall Street. Il titolo si è mosso poco dopo oscillazioni iniziali: GOOGL è salito fino a 353 dollari prima di scendere sotto 332 dollari e poi stabilizzarsi in area 342 dollari verso la fine della seduta regolare. Il miglioramento dell’utile è stato trainato in larga misura da un incremento di 98 miliardi di dollari del valore del portafoglio azionario della società, collegato dagli analisti alla partecipazione di circa il 14% in Anthropic.
I ricavi del secondo trimestre sono aumentati del 24% su base annua a 119,8 miliardi di dollari, superando il consenso di oltre 2,8 miliardi. I ricavi di Google Cloud sono saliti a 24,8 miliardi di dollari, con il tasso di crescita annuo accelerato dal 63% del primo trimestre all’82% del secondo. I ricavi di Google Services sono cresciuti del 15% a 94,5 miliardi di dollari, con Google Search & other in aumento del 17%, abbonamenti, piattaforme e dispositivi in crescita del 15% e pubblicità YouTube in rialzo del 13%. Il margine operativo è migliorato di due punti percentuali al 34% nel secondo trimestre.
Implicazioni del superamento dell’EPS e strategie su opzioni
Il maxi-scarto positivo dell’EPS di Alphabet (9,11 dollari) è stato in gran parte determinato da un guadagno contabile (“paper gain”) di 98 miliardi di dollari legato alla partecipazione in Anthropic, il che implica che il core business non ha generato la sorpresa evidenziata in prima pagina. Poiché questo guadagno era già in larga misura incorporato nei prezzi, l’oscillazione post-conti tra 332 e 353 dollari si è rapidamente riassorbita, riportando il titolo intorno a 342 dollari. Riteniamo che gli operatori sui derivati possano sfruttare il brusco calo della volatilità implicita vendendo iron condor o strangle out-of-the-money, per incassare il decadimento del premio.
Crescita del cloud, solidità finanziaria e posizionamento operativo
Nonostante la reazione piatta del titolo, la crescita “stellare” di Google Cloud (+82% a/a a 24,8 miliardi di dollari) segnala che la domanda di AI da parte delle imprese sta accelerando a un ritmo senza precedenti. Per confronto, la crescita storica del cloud per concorrenti come Microsoft Azure e Amazon AWS si è attestata intorno al 19%-30% negli ultimi trimestri. Raccomandiamo di approfittare di eventuali flessioni di breve periodo acquistando opzioni call di lungo termine (LEAP) per cavalcare questa forte espansione del cloud.
Con margini operativi saliti al 34% e Google Services a 94,5 miliardi di dollari, la solidità finanziaria sottostante resta estremamente robusta. Tuttavia, l’incertezza macroeconomica nel breve potrebbe ancora causare piccole oscillazioni nei ricavi pubblicitari di YouTube, cresciuti a un più moderato 13%. Per coprirsi, suggeriamo di impostare bull call spread con scadenza a 45 giorni, così da limitare il rischio di ribasso pur mantenendo un posizionamento in vista di un possibile breakout al rialzo.
Storicamente, il titolo Alphabet tende a consolidare per due o tre settimane dopo la pubblicazione dei risultati di metà anno, prima di riprendere il trend principale. I dati dei cicli estivi passati indicano che la volatilità implicita in genere subisce un “crush” del 15%-25% immediatamente dopo l’annuncio. Consigliamo ai trader di evitare in questa fase l’acquisto di call dirette di breve termine, costose, e di concentrarsi invece su calendar spread per beneficiare della stabilizzazione post-trimestrale.
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