Il WTI si stabilizza vicino a 83 dollari mentre i flussi attraverso Hormuz tornano alla normalità; attenzione alla decisione OPEC+ sulla produzione e ai cali delle scorte

by VT Markets
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Jul 31, 2026

Il WTI è salito dello 0,76% venerdì a circa 83,30 dollari, rimbalzando da un minimo intraday sotto 80,00 dollari. Il movimento ha ridotto le perdite settimanali e lascia i prezzi orientati a chiudere la settimana vicino ai livelli di apertura dopo un gap ribassista a inizio periodo. Le preoccupazioni sulle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz sono state ricalibrate e CommBank ha affermato che il traffico di petroliere è risalito a circa il 30%-35% dei livelli pre-conflitto, un cambiamento che ha contribuito ad attenuare l’ansia immediata sull’offerta, mentre la volatilità persiste.

Il rischio geopolitico continua a sostenere i prezzi: le tensioni tra Iran e Stati Uniti mantengono in essere un premio, insieme alle minacce alle infrastrutture energetiche e alle principali rotte. I dati della US Energy Information Administration hanno mostrato un calo delle scorte di greggio statunitensi superiore alle attese, aggiungendo evidenza di stock tirati. Ora l’attenzione si sposta alla riunione OPEC+ di questo fine settimana, dove le aspettative si concentrano su un aumento dell’obiettivo di settembre di circa 188.000 barili al giorno, mentre l’effettiva esecuzione è legata al mantenimento dell’apertura di Hormuz e al ripristino dei flussi da parte degli esportatori del Golfo. TD Securities ha segnalato vincoli via Hormuz, Bab el-Mandeb e Russia, con le esportazioni marittime globali vicine ai minimi da quando è iniziata la guerra; ha inoltre indicato possibili acquisti da parte delle CTA sul Brent sopra 91,60 $/bbl, mentre le CTA sono state descritte come venditrici di benzina RBOB nella giornata.

Strategia di trading in un contesto di volatilità

Consigliamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità elevata nelle prossime settimane, con il West Texas Intermediate (WTI) che si stabilizza intorno a 83,30 dollari dopo il recupero dal recente affondo sotto 80. Questo rimbalzo rapido evidenzia un forte interesse all’acquisto sui livelli più bassi; di conseguenza, valutiamo l’impostazione di posizioni long su eventuali pullback di breve periodo. I dati più recenti indicano che le scorte commerciali di greggio negli Stati Uniti sono diminuite di 3,4 milioni di barili la scorsa settimana, mantenendo gli stock domestici circa il 4% sotto la media stagionale degli ultimi cinque anni e confermando un mercato fisico tirato.

È necessario monitorare da vicino la riunione OPEC+ di questo weekend, in cui i ministri dovrebbero discutere un modesto incremento produttivo di 188.000 barili al giorno per settembre. Tuttavia, la consegna effettiva di questa offerta aggiuntiva dipende in larga misura dal fatto che lo Stretto di Hormuz resti libero: il traffico delle petroliere, infatti, è ancora in difficoltà, attestandosi ad appena il 30%-35% della capacità pre-conflitto. Questo persistente collo di bottiglia sull’offerta suggerisce l’acquisto di opzioni call out-of-the-money come copertura contro improvvisi spike dei prezzi nel caso in cui le interruzioni delle spedizioni peggiorassero.

Opportunità nel complesso energetico

Per chi opera sull’intero complesso energetico, suggeriamo di osservare il Brent mentre si avvicina a 91,60 dollari, un livello tecnico chiave che potrebbe innescare acquisti da parte dei commodity trading advisors (CTA). Allo stesso tempo, le CTA risultano venditrici nette di benzina RBOB, creando un’interessante opportunità per andare short sui future della benzina mantenendo una posizione long sul greggio. Storicamente, esportazioni marittime globali tese—attualmente vicine ai livelli più bassi da quando è iniziato il conflitto europeo—favoriscono in modo marcato queste strategie di spread “crude-over-product”.

I premi per il rischio geopolitico resteranno un driver rilevante dei prezzi, rendendo opportuno mantenere stop-loss protettivi stretti per gestire cambiamenti improvvisi del sentiment. Se da un lato le tensioni USA-Iran supportano quotazioni più elevate, dall’altro qualsiasi progresso diplomatico inatteso può cancellare rapidamente i guadagni e riportare il WTI verso area 75 dollari. Raccomandiamo l’utilizzo di straddle su opzioni per beneficiare di queste oscillazioni brusche e imprevedibili senza dover prevedere con precisione la direzione del prossimo titolo geopolitico.

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