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Il WTI scende verso i 74 dollari mentre i colloqui sulla riapertura di Hormuz attenuano i timori per l’offerta e i titoli USA salgono

by VT Markets
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Aug 5, 2026

Il WTI è sceso dopo aver ridotto i guadagni precedenti, scambiando vicino a 73,80 dollari al barile nelle ore asiatiche di mercoledì, mentre le preoccupazioni sull’offerta si attenuavano grazie allo slancio diplomatico verso la riapertura dello Stretto di Hormuz. Funzionari qatarioti hanno dichiarato che è stata redatta una proposta interim e sia Washington sia Teheran hanno segnalato progressi nel ripristino dell’accesso alla rotta, dopo che il presidente Donald Trump ha sospeso i raid USA pianificati contro l’Iran per consentire il proseguimento dei negoziati. L’Iran sta inoltre esaminando un quadro che consentirebbe ai Paesi europei di bonificare lo stretto dalle mine navali, mentre i colloqui con l’Oman si concentrano sulla messa in sicurezza delle rotte commerciali e l’Arabia Saudita sta utilizzando la mediazione omanita per dialogare con i ribelli Houthi dello Yemen al fine di limitare ricadute sul corridoio del Mar Rosso.

Negli Stati Uniti, le scorte di greggio sono aumentate di 2,69 milioni di barili nella settimana al 31 luglio, contro attese per un calo di 2 milioni di barili, e dopo un incremento di 3,3 milioni di barili la settimana precedente. Al netto della SPR, le scorte commerciali sono diminuite di oltre 58 milioni di barili in 16 settimane e risultano in calo di 7,2 milioni di barili da inizio anno, mentre la SPR è scesa di ulteriori 2,9 milioni di barili a 304,8 milioni, vicino a un minimo operativo stimato tra 250 e 300 milioni di barili. Saudi Aramco ha proseguito le operazioni utilizzando oleodotti alternativi, stoccaggi e terminal di esportazione.

Rischio ribassista di breve termine e strategie in opzioni

Con il WTI in flessione verso 73,80 dollari al barile per l’allentamento delle tensioni geopolitiche, riteniamo che gli operatori sui derivati debbano posizionarsi per un ribasso di breve periodo. Considerati i progressi diplomatici improvvisi verso la riapertura dello Stretto di Hormuz, la volatilità implicita è probabilmente destinata a contrarsi, rendendo particolarmente interessanti per le prossime settimane strategie short-call o bear put spread. I dati recenti sul mercato delle opzioni mostrano uno spostamento significativo, con il rapporto put/call sul petrolio in aumento man mano che i trader si coprono contro ulteriori cali dei prezzi.

L’inatteso aumento di 2,69 milioni di barili delle scorte di greggio USA, in controtendenza rispetto alle attese di un calo di 2 milioni di barili, conferma che nel breve l’offerta fisica sta superando la domanda. Raccomandiamo ai trader di valutare calendar spread sulle scadenze ravvicinate, in particolare vendendo i contratti front-month e acquistando quelli a scadenza più lontana, per intercettare questo crescente indebolimento di mercato. Storicamente, aumenti inattesi delle scorte nei mesi di fine estate esercitano una forte pressione ribassista sui prezzi del contratto in consegna più prossima.

Posizionamento di lungo periodo e cattura del premio di volatilità

Sebbene il sentiment di breve resti ribassista, non va ignorato che la Strategic Petroleum Reserve statunitense è scesa a 304,8 milioni di barili, pericolosamente vicina alla soglia operativa minima. Questo livello critico storicamente innesca riacquisti governativi, che in passato hanno creato un solido pavimento di prezzo per il WTI tra 70 e 72 dollari al barile. Gli operatori sui derivati dovrebbero sfruttare l’attuale flessione dei prezzi per accumulare opzioni call a scadenza più lunga, preparandosi a un possibile rimbalzo più avanti nell’anno guidato dal “floor” dei prezzi.

La capacità di Saudi Aramco di aggirare le interruzioni regionali usando oleodotti alternativi dimostra inoltre che le catene di approvvigionamento fisico sono molto più resilienti di quanto si ritenesse in precedenza. Man mano che il premio per il rischio geopolitico continua a ridursi nelle opzioni sul petrolio, consigliamo di vendere premio attraverso strategie neutrali come gli iron condor. Questo approccio consente di beneficiare del calo della volatilità, mentre i prezzi del petrolio potrebbero consolidare in un range di negoziazione più stretto.

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