Il WTI scende verso i 70 dollari mentre i flussi attraverso Hormuz tornano alla normalità e l’esenzione sul greggio iraniano alimenta le speranze di un aumento dell’offerta

by VT Markets
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Jun 26, 2026

Il WTI ha esteso la sua correzione mercoledì, scambiando intorno a 69,70 dollari e in calo del 4,40% al momento della stesura, dopo aver toccato il livello più basso dal 2 marzo. Il benchmark del greggio statunitense ha riassorbito gran parte del premio per il rischio geopolitico accumulato dall’inizio della guerra Israele–Iran e si sta riavvicinando alle aree pre-conflitto intorno a 67 dollari. Le vendite hanno accelerato con l’attenuarsi dei timori di un’interruzione prolungata delle esportazioni energetiche dal Golfo, mentre i dati di tracciamento marittimo hanno mostrato un aumento delle navi in transito nello Stretto di Hormuz, segnale che i flussi commerciali si stanno normalizzando anche se il traffico resta sotto i livelli precedenti al conflitto.

Anche la diplomazia sulla governance di lungo periodo dello stretto ha fatto passi avanti, con Qatar e Oman che hanno proposto un quadro che riunirebbe Iran, Paesi del Golfo e Iraq. In parallelo, gli Stati Uniti hanno concesso una deroga temporanea di 60 giorni che consente ad acquirenti internazionali e raffinerie americane di riprendere gli acquisti di greggio iraniano, alimentando le attese di ulteriore offerta nelle prossime settimane. ING ha riferito che i volumi attraverso Hormuz sono ancora ben al di sotto dei livelli pre-conflitto e ha osservato che il mercato del petrolio mostra segnali di irrigidimento, mentre TD Securities ha indicato che le scorte galleggianti di greggio nel Golfo sono diminuite bruscamente nelle ultime settimane. I mercati seguono inoltre i colloqui USA–Iran sulle ispezioni nucleari: il presidente Donald Trump ha affermato che l’Iran avrebbe accettato il ritorno degli ispettori dell’AIEA, ma funzionari iraniani hanno detto che non è stata fissata alcuna tempistica.

Rischi geopolitici e dinamiche dell’offerta

Stiamo osservando un forte calo del West Texas Intermediate, ora scambiato nella parte bassa dei 70 dollari dopo non essere riuscito a mantenere l’area di metà 80 dollari vista a inizio anno. La discesa riflette un allentamento del premio per il rischio geopolitico precedentemente incorporato nei prezzi a causa delle recenti tensioni in Medio Oriente. Con la produzione statunitense che resta solida oltre i 13 milioni di barili al giorno, l’attenzione del mercato sta tornando sui fondamentali dell’offerta.

Il sentiment ribassista è alimentato da segnali di rallentamento della domanda globale, in particolare perché i recenti dati macro dall’Asia suggeriscono prospettive di crescita più deboli. Questo, insieme a un temporaneo allentamento dell’applicazione delle sanzioni che ha consentito a maggiore offerta di arrivare sul mercato, sta creando una forte pressione al ribasso sui prezzi. Riteniamo che nel brevissimo la direzione di minore resistenza resti verso il basso, man mano che questo quadro domanda-offerta viene pienamente prezzato.

OPEC+, tensione di mercato e strategie operative

Tuttavia, riteniamo che questa ondata di vendite possa trascurare la sottostante “tensione” del mercato creata dai principali produttori. OPEC+ ha segnalato l’intenzione di mantenere i tagli alla produzione ben oltre il prossimo anno, offrendo un solido pavimento contro un crollo totale dei prezzi. Inoltre, con la Strategic Petroleum Reserve statunitense ancora vicino ai minimi degli ultimi 40 anni dopo i significativi rilasci del 2022, il mercato dispone di un cuscinetto molto più ridotto per assorbire eventuali shock inattesi dell’offerta.

In questo contesto di elevata incertezza e narrazioni contrastanti, la volatilità implicita sulle opzioni petrolifere è aumentata. Vediamo un’opportunità nel vendere premio attraverso strategie come iron condor o short strangle, scommettendo su una ricerca di un nuovo intervallo di stabilità dei prezzi piuttosto che su una prosecuzione della caduta libera. Questo approccio consente di beneficiare del decadimento temporale mentre il mercato assimila le notizie recenti.

Nelle prossime settimane, l’attenzione sarà concentrata sui report settimanali sulle scorte dell’Energy Information Administration (EIA) per cogliere eventuali segnali che la domanda estiva sia più forte del previsto. Un calo significativo e inatteso delle scorte di greggio sarebbe il primo indizio che questo trend ribassista si sta esaurendo. Ci stiamo inoltre posizionando per utilizzare calendar spread per puntare su un recupero dei prezzi più avanti nell’anno, una volta rientrati gli attuali timori di eccesso di offerta.

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