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Il WTI scende verso 85 dollari mentre gli Stati Uniti si preparano a sanzionare l’Iran e i trader si preparano a uno shock dell’offerta

by VT Markets
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Aug 24, 2026

Il WTI ha ripiegato lunedì, cedendo oltre il 2% rispetto ai massimi della scorsa settimana e mettendo alla prova l’area degli 85,00 dollari. Il benchmark statunitense viaggiava a 85,35 dollari mentre i mercati attendevano i dettagli di un nuovo pacchetto di sanzioni USA contro l’Iran, con possibili ricadute su Russia o Cina. Il Segretario al Tesoro statunitense Scot Bessent ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno preparando la “più grande offensiva mai messa in campo contro un avversario” e dovrebbe illustrare le misure in una conferenza stampa più tardi nella giornata di lunedì, presentandole come un “D-day economico”.

L’Iran ha affermato che Cina, Turchia e altri Paesi manterranno i legami con Teheran, e ha minacciato di fermare tutte le esportazioni di petrolio dal Golfo. Funzionari iraniani hanno inoltre avvertito che la cooperazione con gli USA verrebbe trattata come un “atto di guerra”, aumentando i rischi nell’area del Golfo e in Europa. Commerzbank si aspetta che eventuali correzioni del petrolio restino limitate finché le scorte di greggio si stanno riducendo e le giacenze di diesel restano tese; ha avvertito che ulteriori cali delle scorte potrebbero far salire i prezzi dei prodotti, mentre i prezzi del gas in Europa potrebbero continuare ad aumentare anche se le scorte crescessero più lentamente. Inoltre, ha osservato che un proseguimento del calo delle scorte verso la stagione di riscaldamento, combinato con un prolungato stop delle esportazioni dal Medio Oriente e con una capacità di raffinazione in Russia invariata, potrebbe spingere ulteriormente al rialzo i prezzi dei prodotti.

Volatilità di trading tra sanzioni all’Iran e rischio di offerta

Con il greggio West Texas Intermediate (WTI) in area 85,00 dollari, raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità nelle prossime settimane. Le sanzioni contro l’Iran, presentate come “D-day economico”, sono destinate a perturbare l’offerta globale, rendendo interessanti le opzioni call sul WTI. Storicamente, improvvise escalation geopolitiche in Medio Oriente hanno spinto i prezzi del greggio al rialzo del 10%-15% in pochi giorni, uno schema che potrebbe ripetersi se le linee di approvvigionamento venissero compromesse.

Occorre inoltre considerare l’inasprimento dei parametri di offerta, soprattutto perché le recenti scorte commerciali di greggio negli USA sono scese verso 420 milioni di barili, al di sotto della media stagionale quinquennale. Con l’Energy Information Administration (EIA) che segnala prelievi costanti, il mercato fisico appare eccezionalmente teso già prima dell’arrivo del freddo. I trader di derivati dovrebbero valutare posizioni long su bull call spread per sfruttare questo deficit strutturale di offerta limitando al contempo il rischio di ribasso.

Strategie di copertura per trader su derivati e prodotti raffinati

Poiché Teheran ha minacciato di bloccare le esportazioni di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz — un punto di transito vitale che movimenta circa il 20% dei consumi petroliferi giornalieri mondiali — il rischio di un balzo improvviso dei prezzi è particolarmente elevato. Suggeriamo l’acquisto di opzioni call out-of-the-money come copertura altamente efficiente in termini di costo contro un forte shock geopolitico dell’offerta. Questa strategia tutela i portafogli di trading da improvvise escalation nel Golfo, mantenendo contenuti i requisiti di capitale iniziali.

Inoltre, consigliamo ai trader di derivati di concentrarsi su futures di distillati e diesel, dove le scorte globali sono attualmente su minimi pluriennali. In Europa, la bassa disponibilità di gas e diesel implica che ulteriori interruzioni delle esportazioni mediorientali o della capacità di raffinazione russa farebbero impennare i margini dei prodotti raffinati. I trader possono sfruttare ciò impostando operazioni di crack spread, in particolare acquistando derivati su heating oil o diesel e vendendo allo scoperto il greggio per catturare l’ampliamento dei margini di raffinazione.

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