Il WTI è sceso mercoledì dopo che l’Arabia Saudita ha avviato il ripristino dei flussi sull’oleodotto East-West a seguito dell’attacco con droni della scorsa settimana, attenuando i timori immediati sul fronte dell’offerta. Il benchmark USA si è attestato intorno a 97,90 dollari al barile, in calo di quasi il 3% nella giornata, dopo non essere riuscito a mantenersi sopra quota 100. Saudi Aramco sta operando in bypass rispetto al tratto danneggiato e punta a ripristinare circa metà della capacità della linea entro pochi giorni, mentre il ritorno alla piena operatività è previsto in circa sei settimane; le spedizioni di greggio verso le raffinerie asiatiche sono state inoltre aumentate tramite trasferimenti ship-to-ship nei pressi di Sohar, in Oman.
Il tracciato East-West, lungo 1.200 chilometri, arriva a Yanbu sul Mar Rosso e può trasportare fino a 7 milioni di barili al giorno, offrendo un’alternativa per evitare lo Stretto di Hormuz, dove il traffico è stato ridotto dall’inizio della guerra con l’Iran. Dati preliminari di Reuters sul traffico marittimo hanno mostrato che quattro navi hanno transitato Hormuz martedì, in calo rispetto alle sette di lunedì e sotto la media a 10 giorni di 18. Separatamente, l’EIA ha riferito che le scorte commerciali di greggio negli USA sono diminuite di 640.000 barili nella settimana al 11 settembre, dopo un calo di 391.000 barili la settimana precedente, ma meno delle attese per una flessione di 1,6 milioni di barili.
Pressione di breve termine sul WTI e strategie di trading
Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a una pressione ribassista di breve periodo sul WTI, mentre l’Arabia Saudita ripristina rapidamente la capacità dell’oleodotto East-West. Con i prezzi scesi sotto la soglia cruciale dei 100 dollari fino a circa 97,90, opzioni put a breve scadenza potrebbero consentire di sfruttare questo temporaneo allentamento delle tensioni sull’offerta. Tuttavia, è necessario restare agili mentre il mercato valuta la velocità delle operazioni di bypass di Saudi Aramco.
Rischi geopolitici e impatto dei dati sulle scorte
Nonostante il recupero dell’oleodotto, la minaccia geopolitica più ampia mantiene elevato il “pavimento” dei prezzi del petrolio a causa del conflitto in corso nei pressi dello Stretto di Hormuz. I recenti dati di navigazione mostrano che i transiti giornalieri di navi attraverso questo collo di bottiglia critico sono crollati da una media a dieci giorni di 18 a sole quattro unità. Poiché lo stretto convoglia tipicamente circa il 20% dei liquidi petroliferi mondiali, suggeriamo di mantenere opzioni call a scadenza più lunga come copertura contro shock improvvisi e severi dell’offerta.
La nostra visione ribassista di breve periodo è ulteriormente supportata dagli ultimi numeri sulle scorte interne diffusi dall’US Energy Information Administration. L’EIA ha riportato una contrazione delle scorte commerciali di greggio di soli 640.000 barili, mancando l’aspettativa del mercato di un calo di 1,6 milioni di barili. Consigliamo ai trader di monitorare i prossimi report dell’American Petroleum Institute del martedì per valutare se questa dinamica di domanda più debole del previsto dovesse proseguire.
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