I future sul WTI al NYMEX sono scesi del 7,6% a circa 78,60 dollari nelle contrattazioni asiatiche di lunedì, mentre la pressione in vendita è seguita all’accordo dell’Iran per riaprire lo Stretto di Hormuz. Il movimento è arrivato dopo che il presidente USA Donald Trump ha affermato che gli attacchi pianificati contro l’Iran erano stati sospesi, insieme a dichiarazioni secondo cui l’Iran rinuncerebbe alle proprie ambizioni nucleari e consentirebbe la piena riapertura della via d’acqua, un collo di bottiglia per quasi il 20% dell’offerta energetica globale. I mercati stanno valutando se il cessate il fuoco regga, anche se l’annuncio ha aumentato la probabilità di una ripresa dei colloqui di pace e ridotto le preoccupazioni di breve periodo su un’interruzione prolungata delle forniture.
Il WTI era salito di oltre il 22,5% a luglio durante l’acuirsi delle tensioni militari tra USA e Iran, ma da allora l’azione dei prezzi ha invertito al ribasso. Il contratto scambiava intorno a 78,70 dollari e restava sotto la EMA a 20 ore in area 81,18 dollari, mentre l’RSI si attestava a 34,20, appena sopra la zona di ipervenduto. La resistenza è vista in prossimità di 81,18 dollari, mentre il supporto è ancorato al minimo del 28 luglio a 77,16 dollari; una rottura sotto tale livello lascerebbe in vista il minimo del 13 luglio a 72,53 dollari.
Strategia di trading in un contesto di attenuazione delle tensioni geopolitiche
Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a movimenti bruschi al ribasso nei future sul greggio WTI mentre le tensioni geopolitiche si attenuano temporaneamente. Con la riapertura dello Stretto di Hormuz—che convoglia circa 20,5 milioni di barili di petrolio al giorno—il premio per il rischio di offerta immediato si sta dissolvendo rapidamente. Raccomandiamo di concentrarsi su opzioni put di breve termine mentre il prezzo oscilla appena sopra il supporto critico a 77,16 dollari.
Se il WTI dovesse rompere sotto la soglia di 77,16 dollari, ci aspettiamo una discesa rapida verso il minimo di luglio a 72,53 dollari. I trader potrebbero valutare la vendita di future o l’acquisto di put near-the-money per sfruttare questo potenziale calo del 7%. Tuttavia, poiché il Relative Strength Index (RSI) è vicino alla zona di ipervenduto a 34,20, dobbiamo mettere in conto brevi rimbalzi tecnici prima della successiva gamba ribassista.
Gestione di rischio e volatilità
Dobbiamo restare estremamente cauti perché gli accordi di pace in Medio Oriente sono storicamente fragili e soggetti a improvvise inversioni. Per coprirsi dal rischio di un repentino deterioramento dei colloqui, i trader potrebbero considerare l’acquisto di opzioni call out-of-the-money sopra la resistenza a 81,18 dollari. Questa strategia protegge i portafogli se un attacco a sorpresa o nuove sanzioni innescassero un balzo improvviso verso l’area 85 dollari.
I dati mostrano che la volatilità implicita nel settore energia tende a impennarsi di oltre il 15% durante bruschi cambiamenti geopolitici, rendendo costosi i premi delle opzioni. Suggeriamo di utilizzare bear put spread per ridurre il costo dell’operazione pur continuando a catturare il momentum ribassista. Questo approccio bilanciato consente di beneficiare dell’attuale trend bearish mantenendo il rischio rigidamente definito.
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