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Il WTI scende ai minimi delle ultime 18 settimane: l’eccesso di offerta cancella il premio per la guerra e raffredda le prospettive d’inflazione

by VT Markets
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Jul 3, 2026

Il WTI ha chiuso la seduta di giovedì su un minimo di 18 settimane, cancellando il premio per il rischio che aveva spinto il greggio sopra i 110 dollari durante il conflitto di quest’anno e riportando il benchmark su condizioni pre-belliche. I prezzi sono ora sotto la EMA a 50 periodi in area 83 dollari e la EMA a 200 periodi in prossimità di 78 dollari, mentre la crescita dell’offerta da Stati Uniti, Guyana e Brasile coincide con scorte vicine ai massimi pluriennali. Nonostante una disputa ancora in corso sui costi di transito nello Stretto di Hormuz, il mercato ha trattato la questione come un fattore di costo marginale più che come una minaccia immediata all’offerta.

L’attenzione delle policy si è inoltre spostata, poiché un greggio più debole si riflette in una minore inflazione headline. Questa dinamica favorisce una Federal Reserve in grado di lasciare i tassi invariati, con commenti che collegano il movimento ai deboli dati sul mercato del lavoro USA di questa settimana, mentre prezzi nella fascia alta dei 60 dollari rafforzano l’impulso disinflazionistico. Sul fronte tecnico, la resistenza è a 70 dollari e poi a 72, mentre il supporto è visto in area 65 dollari e nella parte bassa dei 60 dollari; gli indicatori di momentum restano in ipervenduto, con lo Stoch RSI giornaliero vicino a 6.

Eccesso di offerta e debolezza della domanda dominano il sentiment

Stiamo ora operando in un mercato in cui il premio di guerra è completamente svanito, lasciando i prezzi su un minimo di 18 settimane. L’ultimo rapporto dell’Energy Information Administration (EIA) della scorsa settimana ha confermato un incremento delle scorte di greggio di 3,5 milioni di barili, contro attese di un calo, rafforzando la narrativa di eccesso di offerta. Questa realtà fondamentale di troppo petrolio è ora il principale driver dei prezzi.

L’eccesso di offerta non è una teoria: la produzione di greggio USA si mantiene vicino ai massimi storici di 13,4 milioni di barili al giorno secondo i dati di giugno. Nel frattempo, mancano catalizzatori della domanda, come evidenzia l’ultimo PMI manifatturiero cinese di giugno sceso a 49,8, segnale di contrazione economica. Storicamente, una tale divergenza tra offerta elevata e domanda in indebolimento, già osservata dopo l’impennata dei prezzi del 2022, conduce a un periodo prolungato di prezzi più bassi.

Riteniamo che le minacce ricorrenti sullo Stretto di Hormuz siano più rumore politico che un rischio reale per l’offerta. Anche dopo che funzionari iraniani hanno ribadito mercoledì il piano di una “tariffa di servizio”, il mercato è sceso, a dimostrazione che lo interpreta come una semplice tassa, non come un blocco. Teheran ha bisogno che il petrolio continui a scorrere per incassare la tariffa, rendendo una chiusura controproducente rispetto ai propri obiettivi.

Strategia e outlook tecnico per le prossime settimane

Alla luce di ciò, la strategia per le prossime settimane è utilizzare eventuali rimbalzi verso l’area 70-72 dollari al barile come opportunità per avviare posizioni ribassiste. Per i trader su derivati, questo può tradursi nell’acquisto di put o nell’impostazione di put spread per beneficiare di ulteriori ribassi definendo al contempo il rischio. Non siamo interessati a impostazioni rialziste finché il quadro fondamentale non cambierà in modo significativo.

Tuttavia, con indicatori di momentum così profondamente in ipervenduto, non inseguiamo il prezzo al ribasso in questa fase. La pazienza è fondamentale e attendiamo un rimbalzo tecnico che offra punti d’ingresso migliori per nuovi short. Questi recuperi brevi e improvvisi sono comuni nei forti trend ribassisti e offrono opportunità con un profilo rischio/rendimento più favorevole.

La nostra convinzione ribassista resterà intatta a meno che il WTI non riesca a recuperare la media mobile a 200 periodi, attualmente in area 78 dollari. Una rottura sostenuta sopra quel livello segnalerebbe un cambio strutturale, costringendoci a chiudere le posizioni short. In assenza di ciò, la strada di minor resistenza resta verso il basso, con livelli di supporto in area 65 dollari e poi nella parte bassa dei 60 dollari.

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