Il WTI ha esteso il suo rimbalzo mercoledì, scambiando vicino a 86,20 dollari dopo aver toccato un massimo intraday di 87,83 dollari, il livello più forte dall’11 giugno, mentre le tensioni in Medio Oriente hanno interrotto i movimenti di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso. Le forze armate statunitensi hanno condotto l’undicesima notte consecutiva di raid contro l’Iran e Teheran ha risposto con attacchi che hanno preso di mira Bahrein, Kuwait e Giordania. Separatamente, secondo quanto riportato, tre petroliere che trasportavano greggio saudita avrebbero invertito la rotta nel Mar Rosso dopo minacce da parte degli Houthi sostenuti dall’Iran.
Sul piano tecnico, il WTI è rimbalzato dopo aver ritestato a inizio mese l’area prebellica intorno a 67 dollari, quindi è risalito sopra la SMA a 200 giorni in area 74 dollari e ora sta mettendo alla prova la SMA a 100 giorni vicino a 88 dollari. Gli indicatori di momentum restano orientati al rialzo: l’RSI (14) è salito a 66,61, avvicinandosi alla zona di ipercomprato, mentre il MACD è rimasto positivo con la linea MACD sopra la linea del segnale e un istogramma positivo in ampliamento. Il supporto è indicato a 80,00 dollari, quindi sulla SMA a 200 giorni a 74 dollari, con 67,00 dollari più in basso; la resistenza si colloca sulla SMA a 100 giorni in area 88 dollari, seguita da una zona vicino a 95,00 dollari.
Rischio geopolitico e interruzioni della catena di approvvigionamento
Stiamo assistendo a un balzo dei prezzi del petrolio poiché gli intensi scontri in Medio Oriente minacciano principali rotte di navigazione come lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% dei consumi mondiali giornalieri di liquidi petroliferi. Con le petroliere saudite che modificano le rotte nel Mar Rosso, le vulnerabilità della supply chain stanno spingendo il WTI verso 86,20 dollari. I trader di derivati devono prepararsi a improvvise impennate dei prezzi, mentre i premi per il rischio geopolitico si ampliano nelle prossime settimane.
Strategie tecniche e raccomandazioni operative
Dal punto di vista tecnico, ci aspettiamo un aumento della volatilità mentre il WTI testa la critica Media Mobile Semplice a 100 giorni a 88 dollari. Considerato che l’Indice di Forza Relativa si avvicina a livelli di ipercomprato a 66,61, l’acquisto diretto di opzioni call potrebbe risultare costoso a causa dell’aumento della volatilità implicita. Raccomandiamo invece l’uso di bull call spread per intercettare un potenziale rialzo verso la resistenza a 95 dollari, mantenendo sotto controllo il costo del premio.
Per i trader sui futures, suggeriamo di impostare posizioni long solo se il WTI rompe con decisione e mantiene quota sopra la soglia di 88 dollari. Se il mercato dovesse affrontare un ritracciamento temporaneo, il livello psicologico di 80 dollari e la media mobile a 200 giorni a 74 dollari fungeranno da aree cruciali per comprare sui ribassi. È necessario mantenere stop-loss stretti appena sotto questi livelli di supporto per proteggere il capitale da notizie improvvise di de-escalation.
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